mercoledì 4 febbraio 2015

L'Uomo per Bene


Titolo originale: Der Anständige.

Documentario tratto dalle lettere e dai diari segreti di Heinrich Himmler scoperti nel 1945 dall'armata americana, quando occuparono la sua casa a Gmund.

Regia di Vanessa Lapa.

Durata: 94 min.

Nazionalità: Germania.
“Vedrete centinaia di cadaveri ammassati, o 500 o 1000. E il sopportare tutto ciò cercando, a parte qualche eccezione, di restare persone per bene, ci ha resi forti.”H. Himmler
Le immagini del documentario (fotografie, filmati) della vita del Reichsführer Himmler scorrono sullo schermo seguendo il filo cronologico della sua esistenza, dalla nascita al suicidio, nel mentre gli attori leggono degli estratti dalle lettere e dai diari di Himmler: le parole di seduzione rivolte alla futura moglie Marga, l'amore per la figlia, i consigli educativi destinati ai suoi cari, la prospettiva di costruirsi un angolo di gioia familiare in una fattoria. Valori comuni a ogni epoca, cose banali. Grazie alle voce fuori campo degli attori, noi spettatori abbiamo l'illusione voyeuristica di entrare prepotentemente nell'intimità di un uomo che si definisce 'per bene' perché, fin dal principio della sua carriera nelle SS, giustifica l'impiego, con abnegazione, dell'estrema crudeltà in nome dell'attuazione di un ideale, il lebensraum, la creazione di uno spazio vitale per la superiore razza germanica.


Himmler l'insignificante, drogato dai suoi stessi sogni fanatici, che poteva trovare terreno fertile solamente nella dittatura di uomo votato al dominio assoluto, il Führer Hitler.

Alla gente non piaccio.
H. Himmler

Per metà un maestro di scuola e per metà uno strampalato.
Albert Speer

Le prime voci dal passato sono quelle dei genitori di Himmler, il padre orgoglioso scrive al parroco per descrivergli peso, altezza e salute del neonato. Il padre era un direttore didattico piuttosto facoltoso e allevò i figli secondo rigidi precetti cattolici. Himmler sviluppò un carattere remissivo, privo di carisma e finì per essere affascinato dal mondo militare poiché nutriva l'esigenza di ubbidire ed essere dedito a una causa. Già a quattordici anni, invidiava il fratello maggiore e voleva arruolarsi come lui per andare a combattere, per la sua nazione, sul fronte della prima Grande Guerra.

Le foto sullo schermo ci mostrano un viso insignificante, occhi minuscoli celati da un paio di occhiali da vista e un mento sfuggente, un aspetto che cozza con la cattiveria ma che delinea il suo essere pedante, burocrate e borghese. Himmler, forse, deciderà fin dalla tenera età di escludere i sentimenti e concentrarsi su un fine da perseguire giustificando a se stesso, e ai suoi commilitoni, ogni nefandezza compiuta.

“Come potete provar piacere, mio caro Kersten, a sparare sui poveri animali che stanno pascolando al margine del bosco, così ignari, inermi e innocenti?” H.Himmler

Il documentario prosegue con le lettere private, numerate progressivamente dallo stesso Himmler, dedicate alla moglie Marga Concerzowa, di sette anni più vecchia di lui, dal corteggiamento sino al matrimonio, e poi l'affetto per la loro figlia Gudrun a cui lui stesso consiglia: “Sii sempre una persona per bene, coraggiosa e gentile”. Il Reichsführer, continuamente in giro per l'Europa al fianco di Hitler (“Caro, sembri un'agenzia di viaggi.” gli scrive Marga) condivide i suoi ideali romantici con la donna che ha sposato: i miti nordici, l'idealizzazione dell'antico popolo tedesco, le teorie naturalistiche e razziali. Secondo lui, un'accurata selezione biologica, poteva far riacquistare al popolo tedesco i tratti originari della razza in centoventi anni. E la figlia Gudrun lo cerca, lo ammira, rendendo Himmler fiero.

La regista Lapa, alterna le immagini familiari alla storia dell'ascesa del Reichsführer degli SS a Ministro degli Interni del Reich, una dicotomia fra vita privata e incarichi pubblici scioccante, destabilizzante, un grido di dolore per l'incoerenza brutale di un uomo insipido che sceglie di riservare la tolleranza e le buone intenzioni, insomma la normalità, solamente a una parte intima e minuscola del mondo. E le immagini scelte dalla Lapa non sono 'coperture' bensì accompagnano come una melodia complementare le parole recitate.

“E' chiaro, sta scritto nel nostro programma: sterminio degli ebrei, e così facciamo.”H.Himmler

Marga si lamenta delle marachelle di Gerhard, il figlio adottivo, e Himmler le consiglia di non firmarsi, nelle lettere indirizzate a lui, con l'appellativo di Mutti finché Gerhard non si sarà dimostrato meritevole. Al suo stesso padre, in ansia per la sorte di un buon uomo ebreo di loro conoscenza, invece Himmler risponderà di dover andare fino in fondo con il suo dovere e poi, come dirà in un famoso discorso, bisogna essere spietati poiché: “Ognuno ha il suo ebreo perbene da salvare..

Dalla sua devozione e diligenza nacquero dei sistemi di terrorismo basati su moderni principi organizzativi e da 300 uomini, arruolati nelle SS nel 1929, Himmler portò l'esercito ombra di Hitler, nel 1933, a oltre 50.000 unità. I principi delle SS erano: fedeltà, lealtà, ubbidienza, durezza, decoro, gentilezza e audacia. Educava i commilitoni dei Lager alla durezza verso se stessi, dovevano resistere ai cadaveri ammucchiati e alle violenze perpetrate come prova etica. Nel documentario Himmler scrive, orgoglioso, delle cure psicologiche riservate agli SS dei Lager caduti in esaurimento nervoso, “quel che ci ha temprato è l'esser passati attraverso tutto questo ed essere rimasti persone oneste.”. Himmler portò il suo romanticismo e le sue elucubrazioni anche tra gli SS: “Prescriveva aglio e acqua minerale ai militi degli SS, ammetteva un numero massimo di dodici persone alla sua tavola ispirandosi a Re Artù e, a volte, lo si vedeva con degli alti funzionari degli SS osservare un punto fisso innanzi a se per costringere una persona, in un'altra stanza, a confessare la verità.” (Joachim C. Fest, 'Il volto del terzo Reich').


“Signori credo che mi conosciate abbastanza da sapere che non sono un uomo assetato di sangue o uno che ama le difficoltà. Ma d’altra parte ho un carattere così forte e un tale senso del dovere, potremmo dire, che se reputo un’azione necessaria la porto a termine senza compromessi.”
H.Himmler


Himmler, finché poté essere devoto a Hitler, si creò un podio grazie a una parola d'ordine: Gnadelos, senza pietà. E quando non ci fu più un dovere da portare a termine, e venne arrestato in un posto di blocco britannico, decise di fuggire da codardo inghiottendo una capsula di cianuro, ribadendo così la nostra prima impressione, che dietro agli occhi minuscoli, il mento sfuggente e un volto banale non si celava nulla di carismatico, di potente o memorabile.

3 commenti:

  1. Mi manca questo film, uscito nella mia zona, ma rimasto poco.... volevo vederlo, ora di più.

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  2. Da noi è stato distribuito per 2 giorni come evento speciale. E' un po' un dramma...

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  3. Purtroppo lo hanno distribuito in poche sale e per soli due giorni.
    Il canale ORF aveva dato la possibilità, sino a ottobre 2014, di vederlo online, prova a verificare se organizzano nuove proiezioni (era sottotitolato in inglese).

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