giovedì 25 giugno 2015

Jurassic World - lettura alternativa



Ho tentato di evitarlo perché una parte di me, quella che ancora si sente con l’istinto di conservazione, mi metteva continuamente in guardia. E tuttavia niente, quindi…

Jurassic World è il quarto, imbarazzante capitolo della saga nata nel 1993 da Jurassic Park, film tratto dall’omonimo romanzo di Michael Crichton. Alla regia troviamo il quasi emergente Colin Trevorrow che si ritrova tra le mani centocinquanta milioni di dollari e una sceneggiatura che sembra creata pescando lettere a caso da un infinito sacchetto di Scarabeo.

Trama

Oh, la trama. E’ così ricca di buchi che sarebbe stato il caso di farci uno scolapasta, invece che un film.

Zack e Gray sono due fratelli di circa sedici anni il primo e tredici il secondo (non ricordo se viene detto chiaramente). E’ mattina e la loro mamma li prepara amorevolmente. I due devono partire per una piccola vacanza da zia Claire che dirige nientemeno che il Jurassic World, il grande parco di divertimenti in cui la InGen, ventidue anni dopo le disgrazie di Jurassic Park, ha deciso di creare nuovamente dinosauri per la gioia dei bambini di tutto il mondo.

All’aeroporto però zia Claire non c’è, doveva lavorare. Ha mandato a prendersi cura di loro un’assistente scelta senza dubbio per l’alta preparazione e l’indubbio quoziente intellettivo. Infatti sta ferma in mezzo alla folla che sbarca dalla nave tenendo in mano un foglio grande quanto un biglietto da visita con i nomi dei due ragazzi. In qualche modo si vedono, e i due pargoli entrano nel parco.

Intanto zia Claire sta mostrando a dei finanziatori le nuove trovate di quei geniacci del marketing. Come i finanziatori ben sanno, spiega lei, un dinosauro normale ormai non se lo fila più nessuno. I raptor? Banali. Il T-Rex? Per favore… ma dove va, con quei braccini? I ragazzi ne fanno meme su internet e poi preferiscono buttarsi su World of Warcraft. Quindi ecco la trovata: facciamo dei nuovi dinosauri. Inventati proprio. Immaginate un genetista che si comporta come se fosse dentro a una puntata di Master Chef. Ecco. Così è stato progettato l’Indominus Rex: un dinosauro di quindici metri pericolosissimo, pieno di denti, fortissimo, intelligente, gonfio di odio. I finanziatori sono estasiati, che geni quelli del marketing! Ma dove troveranno un genetista così capace, visionario e attento da realizzare un progetto simile?
Per fortuna lì al Jurassic World hanno il Dr Wu, lo stesso che riuscì a mandare a puttane il progetto di Jurassic Park infilando geni di rospo (che può cambiare sesso) in dinosauri che dovevano restare solo femmine. Uno così che fai, lo lasci senza lavoro? E andiamo…

Zia Claire saluta i nipoti e li affida alla scaltra assistente che pochi secondi dopo li ha già persi di vista. Intanto Claire va ad accogliere il signor Masrani, ricchissimo proprietario del parco che sta prendendo giusto in quei giorni il brevetto da pilota di elicotteri. Insieme vanno a vedere la nuova creazione, l’Indominus, nella speciale struttura di contenimento eretta per lui. E proprio lì, nella sala di osservazione, il vetro presenta i segni di una violenta unghiata. Il miliardario chiede, perché il dubbio secondo me viene, se per caso la bestia sia pericolosa. Beh sì, pare di sì. Masrani allora fa un ragionamento magistrale, che spiega in un attimo come quest’uomo sia arrivato a comandare un impero multimiliardario: “dal momento che la bestiola è grande, pienamente sviluppata, e che ci sono delle crepe su un vetro che doveva far parte di una struttura infrangibile, direi che è arrivato il momento di far valutare l’edificio da un vero esperto. Un guardiano del parco.”
Claire gli fa notare che sono stati i migliori ingegneri esperti in sicurezza del mondo a costruirlo.
“Ci vuole il guardiano del parco.”

Il guardiano del parco è Owen, che attualmente ricopre il ruolo di ammaestratore di raptor. Cioè lui ammaestra i raptor. I raptor. Li ammaestra. Costruisce con loro un rapporto di fiducia così che comprendano i suoi comandi e li seguano. Ogni volta che i raptor rinunciano a dilaniare quel succulento quintale di muscoli che è il loro addestratore, ricevono in cambio 400 grammi di pesce bianco a testa. Senza contorno. Poco olio, niente limone. Ma dopo vanno d’intestino che è una bellezza e quindi, con il tempo, devono aver compreso il valore del sacrificio e hanno accettato l’umano come membro alfa del gruppo. C’è un tipo che lo osserva, un uomo della InGen che condivide la stessa lucida lungimiranza del Dr Wu. Offre a Owen di collaborare per un progetto magnifico: addestrare i raptor a rispettare gli ordini e mandarli sui campi di battaglia al posto degli umani. Eh? Eh? Non ci avevi mai pensato, eh? Ci si fa un sacco di soldi. Owen gli fa notare come, con rispetto parlando, quella sia forse la più sonora stronzata degli ultimi anni, dopo la sceneggiatura del film.

Claire raggiunge Owen e lo porta alla struttura di contenimento per la valutazione. Lui rimane molto colpito dalla quantità di soldi sprecati per costruire un barattolo di cemento da cui l’Indominus è appena scappato. Ci sono dei segni di graffi sul muro, è evidente che quel gigantesco dinosauro col culone deve averlo scalato e scavalcato. Sarà meglio dare un’occhiata con le telecamere, con i sensori di movimento, con… no. Ci sono solo i sensori termici lì. A chi interessa avere una serie di telecamere piantate tutto il giorno su un dinosauro? Che, non sarete mica perversi, eh? Loro non sono perversi, e infatti hanno solo la termografia che non rivela nulla. Claire si mette in macchina per tornare alla centrale operativa mentre Owen ispeziona l’area da cui il nuovo Rex è scappato. O meglio, sembra scappato. Perché in realtà è lì. Nascosto come solo una bestia di quindici metri e svariate tonnellate sa fare. Era rimasto zitto come un topino per tutto il tempo dopo aver lasciato quelle grattate sul muro. E ora mangia tutti. Owen si salva solo perché fa il bagno nella benzina e l’Indominus, che l’alcol proprio non lo regge e gli viene il mal di testa subito, lo lascia stare. Però scappa.

Come si fa a sedare una bestia di quelle dimensioni? Beh, l’hanno progettata e creata loro, sicuramente l’avranno resa dipendente da chissà quale sostanza che non si trova in natura, in modo che possa sopravvivere solo se controllata. O magari gli avranno sistemato in corpo un qualche congegno a rilascio che in caso di pericolo può essere azionato a distanza per avvelenarlo. O magari… magari no. Magari gli hanno solo infilato una suppostona gps e tanti saluti. Masran quindi è costretto a mandare una squadra per calmare l’animale e riportarlo in gabbia. Si tratta di un pugno di uomini scelti armati di bastone elettrico, fucile da soft air e noccioline. Salate. Trovano la suppostona di cui il Rex si è liberato e si fermano a esaminarla. E’ una trappola. Che stupidi questi umani, non mi meraviglio che non si siano estinti. L’indominus si sa mimetizzare come un camaleonte, appare dal nulla e mangia tutti.
A Masran viene un dubbio, quindi si rivolge a Wu. “Senti, ma tu esattamente che geni hai usato?”
“Mah… era la prova a tempo quindi sai, ho improvvisato. Mi sa che ci ho messo della seppia. Magari si mimetizza grazie a quello.”
Masran ci ragiona su, poi chiede “Non lo vedevamo con i sensori termografici. Anche quello è per…” 
“No no no! Ma scherzi? Quello è per via dei geni di raganella.”
“Ah. Eh… Mi fai rivedere il tuo curriculum scusa?”

I due bambini intanto si fanno un giro dell’isola a provare attrazioni. Vanno prima allo spettacolo acquatico dove un gigantesco dinosauro marino fa dei saltelli aggraziati, poi salgono su un mezzo diretto alle girosfere. Prima di arrivare alle girosfere però c’è una parte cruciale della storia. Gray, il più piccolo, dice che non vuole che i genitori si separino, perché in quel caso teme di essere separato dal fratello. Zack, che era impegnato a tentare di mettere incinta una sua coetanea due file più indietro con il solo potere dello sguardo, gli chiede gentilmente cosa stracazzo stia dicendo.
Gray sa di cosa parla: ha visto che i genitori ricevono lettere da avvocati diversi, e sono divorzisti, lo ha controllato su internet. Zack allora gli fa coraggio come solo un fratello maggiore sa fare: “A beh, tanto io tra due anni me ne andavo di casa comunque.
So’ cazzi tuoi.”
Gray si tranquillizza, confortato dall’affetto fraterno.

Torniamo alle girosfere perché, beh, è importante. La girosfera è una sfera. Che gira. Gira la sfera fuori ma dentro tu rimani fermo, come un giroscopio solo che è una sfera. Quindi… ci siamo capiti. In pratica le visite di alcune zone del parco funzionano così: i clienti fanno la fila, quando arriva il loro turno possono salire, a gruppi di due o quattro, sulle girosfere. Assomigliano alle navicelle dei linfociti di “Siamo fatti così” e il vetro esterno, che circonda completamente l’abitacolo, è infrangibile. Resisterebbe anche al colpo di una calibro 50.

Paragone utilissimo quando hai a che fare con delle bestie alte come una casa. Le girosfere non seguono un percorso prestabilito, sono come macchine elettriche a noleggio. Uno dei due all’interno muove una leva che manovra il mezzo. A bordo non ci sono radio, ma solo un monitor in cui passa un simpaticissimo film che ti dice quanto infrangibile sia il vetro. Non esiste neanche un sistema per guidarle da remoto, queste macchine. Quindi se un turista avesse un malore o si dimostrasse rincoglionito o addirittura se fosse un pazzo criminale, l’organizzazione del parco non saprebbe che fare, non potrebbe nemmeno disattivare il mezzo. I ragazzi infatti sono in visita (da soli) quando arriva la notizia che tutti i turisti devono tornare indietro, all’ingresso del parco. I ragazzi vengono avvertiti da una telefonata di Claire ma… sai che? Noi siamo i più forti e si resta in giro.
Ovviamente si trovano quasi subito a tu per tu con l’Indominus che con l’unghiello manda in pezzi il vetro infrangibile. I ragazzi tuttavia riescono a scappare buttandosi da una cascata.

Owen e Claire sono di nuovo insieme e li seguono. Lungo il tragitto trovano un dinosauro morente e si fermano a coccolarlo. Grande momento di umanità in cui viene fuori il lato più intimo dei personaggi, quello che coltivano quando pubblicano foto di gattini su Instagram.

Owen e Claire scappano, i ragazzi scappano, Masran decide che siccome ci sono delle persone in pericolo, solo lui che non ha ancora neanche preso il brevetto da pilota di elicotteri può pilotare un elicottero con a bordo dei soldati per una pericolosa missione di salvataggio. Ovvio. Due scene dopo Masran si schianta sulla gigantesca struttura della voliera e muore. Lascia forse una famiglia, sicuramente un imbarazzatissimo istruttore di volo.
Per la cronaca: quasi all’inizio del film Masrna dice che il Jurassic World, dove gli scienziati hanno riportato in vita enormi dinosauri perché gli umani possano andarli a vedere e trattarli come pinguini in uno zoo, è un modo per ricordare agli umani quanto siano piccoli e insignificanti. Già. Ottimo. Sentiremo la mancanza della tua lucidità, Masry.

Comunque… Owen, Claire e i ragazzi si ritrovano e inizia un lungo finale organizzato in due tempi e un intervallo. Nel primo tempo si decide di usare i raptor addestrati da Owen per assaltare l’Indominus. Come direbbe Walter del Grande Lebowsky, la grandezza di questo piano è nella sua semplicità. Owen salta su una moto, una vecchia moto (perché le girosfere sono solo per i clienti) e si fa seguire dai raptor. Claire e i ragazzi, per stare al sicuro, si rinchiudono in un furgone nel bel mezzo dell’area dello scontro. Quando trovano il grande dinosauro, arriva la svolta. L’Indominus ruggisce, emette una specie di “Graaawaahrrr”. Uno dei raptor risponde con un “Rraakhr!”.
E poi iniziano a chiacchierare. Non ci sono i sottotitoli, quindi cosa effettivamente si dicano resta un mistero, ma più o meno credo sia:
I.Rex - “Quindi insomma buono il pescino, eh? Ti fai di branzini…”
Raptor - “Oh, fanculo.”
I.Rex - “Uuuh, guardatemi, sono pieno di omega 3, uso solo sale rosa…”
Raptor - “Basta! Ora ti faccio vedere io!”
E i raptor si rivoltano contro Owen che è costretto a fuggire, ma non prima di aver capito che quell’enorme dinosauro è in parte anche raptor. Non stupisce che Wu sia arrivato fino in finale, al Master DinoChef.

Intervallo. I nostri eroi, dopo la fuga, sono nel laboratorio del dr Wu, che è assente causa tradimento e fuga con embrioni. Mentre osservano i locali vuoti ecco che arriva quello che voleva fare dei raptor i soldati del futuro. Ne sta ancora parlando, nonostante tutto. “Ma che ideona! Che ideona che ho! Ma quante ne penso! Voi non ne avete idea, io ho la testa che è un vulcano! Vedo già dei raptor cavalca pterodattili armati di tridenti che…” un raptor piomba sulla scena e lo mangia.

Secondo tempo del finale. La battaglia di Owen contro l’Indominus si sposta in città e l’intera azione viene messa in scena con una regia che fa apparire quasi decente quella di Michael Bay. I raptor si redimono, non riescono a fare del male al loro addestratore che li ha gonfiati di pesce al cartoccio fino al giorno prima. Si ribellano in massa all’Indominus e lo addentano come possono, ma lui è fortissimo. Claire allora, illuminata da una frase dei ragazzi, realizza la strategia vincente. Corre a tirare fuori dal recinto il vecchio T-Rex che ormai i bambini di tutto il mondo non si filavano più. Si fa inseguire e lo scaglia contro l’Indominus.
I due Rex si mordono, si scodano, si picchiano. Poi il raptor morde l’Indominus che smette di mordere il T-Rex che morde l’Indominus che viene morso pure dal grande dinosauro marino che per l’occasione fa uno dei suoi saltelli aggraziati e buonanotte a tutti.

Il film si chiude con i genitori dei ragazzi che tornano a prenderli e con Claire che chiede a Owen cosa succederà ora tra di loro. “Resteremo insieme” dice lui “Per sopravvivere.”
Ecco, Owen… caro ragazzo mio… non voglio fare l’espertone perché proprio non lo sono, però… vedi tu.

Cosa funziona

In parte la colonna sonora. E, sorprendentemente, alcuni tempi comici nei rari siparietti che il regista si è concesso. In effetti Trevorrow ha all’attivo un film comico dal titolo Safety Not Guaranteed, che dovrebbe parlare di viaggi nel tempo in modo piuttosto scanzonato. Forse è quello il genere che più gli appartiene, ma non ho visto quel film e non vorrei afferrate giudizi.

Cosa non funziona

Tutto il resto. La storia è tanto banale da sconfortare e tanto povera di idee e contenuti che l’unica strada per trovare il film divertente è dare un giudizio di parte, magari esaltato dall’affezione che tutti quelli che hanno visto il primo Jurassic Park da bambini nel ’93 potrebbero (giustamente) provare. E’ un film mal fatto, soprattutto considerando i ben quattro sceneggiatori che lo hanno curato, i tredici anni di incubazione e la quantità allarmante di milioni spesi. Perfino gli effetti speciali non sono all’altezza delle aspettative.

Considerazioni

A titolo personale credo che avrebbero potuto sfruttare molto meglio quell’idea dei dinosauri che diventano banali, degli occhi del pubblico che si abituano a tutto e della richiesta continua di rilanciare senza tener conto delle conseguenze. Quella, secondo me, poteva essere una buona strada per attualizzare il tema del primo Jurassic Park (che faceva un discorso simile ma più indirizzato alla scienza e all’etica), senza tradire le aspettative di un grande pubblico che voleva azione, colpi di scena e dinosauri.

2 commenti:

  1. Non ci resta che attendere The World of the Jurassic con i dinosauri zombie... e poi possiamo farla finita.

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  2. Giacomo Gailli25 giugno 2015 18:22

    Siamo sulla buonissima strada! - https://www.youtube.com/watch?v=NG2utrMwTyY

    RispondiElimina

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