martedì 30 giugno 2015

True Detective Stagione 2



La seconda stagione di True Detective è alla sua seconda puntata e nonostante sia presto per fare un bilancio offre già molto di cui parlare. Nic Pizzolatto scrisse una prima stagione perfetta, tremenda, incantevole, avvincente, inquietante. Però questa non ne è il seguito, perché come ormai tutti sanno cambiano i protagonisti, l'ambientazione, la situazione, tutto quanto. Quindi facciamo finta di niente, cerchiamo di regolare le aspettative a un livello normale (perché il ricordo della vecchia serie le farebbe ragionevolmente schizzare alle stelle), e di valutare il valore di questa stagione in sé e non in relazione al glorioso passato.

True Detective stagione 2 è indubbiamente bella. I toni oscillano tra il thriller e il noir, la dimensione psicologica dei personaggi è ben costruita e ottimamente resa da attori molto ispirati. L'ambientazione scelta, la cittadina industriale di Vinci, ha qualcosa che ricorda Twin Peaks, un'aura di decadenza e di segreti stanchi nascosti dietro un'ordinarietà asfissiante. I personaggi sono tutti al limite, tutti sull'orlo della rovina psicologica, morale o sociale. Questo aspetto in particolare, quello di scegliere personalità tormentate, rispecchia la scelta stilistica della precedente stagione.

Non si tratta tuttavia di un giallo convenzionale e anzi, paradossalmente nonostante la presenza di molti investigatori sulla scena le indagini passano spesso in secondo piano rispetto alle vicende personali. Nel bene e nel male, a mio avviso. Le prime due puntate intavolano una storia avvincente, anche se alcuni elementi risultano (almeno al momento attuale) dispersivi e poco incisivi. Alcuni personaggi si comportano come se non volessero affatto prendere parte al caso, tanto da risultare quasi inutili.

Si tratta di una serie che parte piano, che si prende il suo tempo. In confronto alla narrazione a cui il pubblico è abituato oggi si potrebbe dire anche troppo piano. Il primo episodio è quasi interamente un prologo, una presentazione dei personaggi, e soltanto gli ultimi minuti i fili si intrecciano per la prima volta. Il secondo episodio invece fornisce un finale che in tanti hanno paragonato a quelli di Trono di spade, che cambiano completamente l'ottica dello spettatore e ridefiniscono i patti con la storia stessa.

E' una serie diversa dalla prima, ecco, come del resto era stato annunciato da tempo, e quindi è sconsigliabile guardarla con l'idea di pretendere le stesse emozioni e lo stesso ritmo della precedente. Di simile ci saranno solo i toni, la crudezza e la forte verosimiglianza.

Una precisazione: da questo momento l'articolo conterrà (pochi) spoiler. Personalmente ritengo che non diano fastidio alla visione della serie ma, nel dubbio, consiglio di continuare la lettura solo a chi avesse già visto le prime due puntate.

Trama

True Detective 2 si incentra sulle indagini intorno all'omicidio di Ben Caspere, funzionario del governo locale. Ciò che rende la sua morte particolare è che quest'uomo era la persona chiave per la realizzazione di un grande progetto che vede coinvolte le istituzioni e un ricco criminale del posto. Capire chi e perché abbia ucciso Caspere non è solo una questione di giustizia, tutti hanno dei secondi fini e ognuno è interessato a filtrare secondo i propri interessi le informazioni degli altri.

Ray Velcoro è un poliziotto corrotto. Fin dalle prime immagini è chiara la sua appartenenza a quell'archetipo di investigatore tormentato, caduto in disgrazia. E' divorziato, fa da padre a un figlio che lui vuole assolutamente credere che sia suo ma che di fatto potrebbe essere il frutto di uno stupro che la moglie subì anni fa. Ray ha punito personalmente, fuori di canali della giustizia, l'aggressore dell'ex moglie, e lo ha fatto grazie all'aiuto di Frank Semyon. Frank è un criminale e imprenditore locale che si è fatto strada e dal niente è diventato il pesce grosso. Nel corso degli anni è rimasto in contatto con Velcoro passandogli soldi e favori in cambio della sua utile complicità per risolvere problemi con la legge. I due sembrano avere un rapporto che è pur sempre di utilità ma con un'ombra di affezione reciproca, forse dovuta solamente al tempo.

Antigone, o Ani, è un'investigatrice con una vita personale complicata. Non ha legami stabili e ha un rapporto difficile con la propria famiglia. Sua sorella lavora come "attrice" in una piccola azienda che organizza spettacoli di ragazze via webcam, mentre il padre è a capo di un movimento pseudo religioso che invita alla serenità dell'animo attraverso la meditazione. Ani è preoccupata dalle scelte della sorella e detesta l'ambiente del padre, che sembra considerare addirittura pericoloso.

Paul appartiene alla polizia stradale, è un veterano che adesso lavora per le strade in sella a una moto. Qualche tempo prima dell'inizio della serie ha fermato una giovane attrice nei pressi di Hollywood per guida pericolosa. Lei offrì al ragazzo dei favori sessuali in cambio di essere lasciata andare e anche se lui (pare) non ha accettato, lei lo ha denunciato facendolo finire in una sorta di congedo cautelativo.

Tutti questi personaggi e le loro vicende si svolgono nella affatto ridente Vinci, California; un luogo che un tempo era al centro di una grande ondata di sviluppo industriale ma che adesso affronta una crisi dovuta all'inquinamento e soprattutto alle recenti accuse da parte della stampa di sfruttare gli operai.

Ben Caspare è l'uomo che dovrebbe mettere d'accordo le istituzioni e l'organizzazione di Frank. E' lui che ha le carte ed è lui che si è occupato di comprare con i soldi del criminale tutti i terreni necessari ad avviare il progetto. Per realizzarlo Frank è in combutta anche con il sindaco di Vinci Austin Chessani e con il mafioso Osip Agranov. La sua morte quindi da un lato mette in discussione la fattibilità del progetto e dall'altra avvia un'indagine che potrebbe, collateralmente, far luce sulla corruzione dei vertici di Vinci.

Questioni pratiche

La serie, di fatto, inizia alla fine del primo episodio, quando con una bell'inquadratura in movimento si realizza che Ray, Ani e Paul dovranno occuparsi insieme al caso. Nella seconda puntata in una breve serie di scene si ufficializza la creazione del gruppo di indagine e lo si fa accennando a una serie di problemi di giurisdizione e competenza che, almeno a me, non sono risultati chiarissimi. Probabilmente il pubblico americano ha bisogno di molte meno spiegazioni per realizzare quello che accade, ma almeno io ne sono uscito con qualche domanda. Ad ogni buon conto, ecco cosa ho capito.

Ray fa parte del Police Department di Vinci. I PD sono un corpo di polizia metropolitana cha ha giurisdizione su un territorio geograficamente definito, più o meno grande in base alla popolazione. La vittima lavorava e viveva all'interno di quel territorio e quindi, tecnicamente, Ray ha diritto di occuparsi dell'indagine. Ani invece lavora sotto lo Sceriffo, il cui compito è fornire appoggio a tutte le autorità della Contea. Lo Sceriffo dovrebbe sovrintendere a un territorio più grande, in cui sono compresi quindi vari Dipartimenti di Polizia, e ha sempre la possibilità di occuparsi di un'indagine. In questo caso poi la vittima è stata ritrovata ai margini del territorio del Vinci PD, senza contare che il corpo di Caspere porta segni di tortura e che era un uomo importante. In America si decide chi si occupa di cosa anche sulla base della tipologia e gravità di reato. Infine Paul. Lui fa parte della California Highway Patrol, vale a dire una sorta di polizia stradale. Nonostante il più delle volte si limitino al controllo della sicurezza stradale anche loro hanno facoltà di indagare dove ce ne sia necessità. Paul è l'uomo che ha fisicamente rinvenuto per primo il cadavere e quindi, in base al regolamento, anche lui ha diritto di indagare.

A queste giustificazioni meramente tecniche si aggiunge la volontà dei vari capi di non mollare l'osso. Da poco è infatti scoppiato il caso mediatico che vede Vinci come il centro della corruzione locale e quindi tutto assume forti connotazioni politiche ed economiche.

L'intreccio

Questo schema, oltre a dimostrare che io non sono un grafico, dà un'idea di massima dell'intreccio dei personaggi e di quante situazioni siano state messe in gioco. In alcune significative vedute aeree, il regista ci mostra le intricate e grandi strade che riempiono il territorio di Vinci. Di solito, anche se con angolazioni diverse, quello che vediamo è una grande strada maestra e una quantità di svincoli, vie minori, raccordi e ponti. Quella è l'immagine perfetta di True Detective 2: un insieme di percorsi più o meno importanti che si incontrano e si dividono attorno ad un'unica storia che ha il potere di influenzarle tutte, l'indagine.

Questa seconda stagione, almeno fin qui, presenta alcuni punti criticabili, che mi hanno convinto poco. Dallo schema (e a meno che io non abbia preso abbagli clamorosi) si vede che la concentrazione di trame e sottotrame è fittissima attorno ai personaggi di Ray e Frank, che sono anche molto connessi tra loro, e meno connessa ma folta attorno ad Ani. Paul invece, che all'inizio viene presentato come un personaggio centrale, ha poche relazioni e poco connesse. Paul compare poco sulla scena, ha poche relazioni attorno a sé e non contribuisce quasi all'indagine. Al momento, diciamolo, è un personaggio anche affascinante ma inutile, che fa storia a sé. Si sa che è stato in guerra ("nel deserto"), che ha fatto parte di un gruppo che lui chiama Black Mountain, che ha questa fastidiosa denuncia per comportamenti deplorevoli in servizio. Oltre tutto questo Paul ha una ragazza ma alcuni (molti) elementi, lasciano pensare che in verità sia gay e che non riesca ad ammetterlo con se stesso. Materiale ottimo per una serie, senz'altro, ma completamente slegato da tutto il resto. Paul non partecipa quasi alle investigazioni, scambia poche parole con Ani e nessuna con Ray. Sicuramente, considerando l'abilità di Pizzolatto nel creare legami e connessioni improvvise (e a giudicare dal trailer), è solo questione di tempo. Però insomma. Due puntate non sono poche e almeno alcuni indizi che facciano intuire allo spettatore che ci sarà un terreno comune andrebbero forniti. Ad esempio un caso in cui Ani inciampa all'inizio del pilota, la scomparsa di una ragazza di nome Vera, si rivela connesso con la sua vita personale perché la giovane ha lavorato per la comunità gestita da suo padre. Lo stesso padre è conosciuto dallo psichiatra della vittima, che in passato collaborò con lui. Magari non è niente, ma dà l'idea che la storia vada da qualche parte e che prima o arriveranno rivelazioni e colpi di scena. La parte dedicata a Paul invece no (o almeno non che io abbia notato).

Tutto l'insieme di storie che ruotano attorno a Frank e Ray sono invece molto forti, avvincenti, e regalano momenti notevoli. Sono due duri, ma due duri che nascondono molte debolezze e per motivi diversi sono entrambi sul ciglio del baratro.

I comprimari

I personaggi secondari sono, come spesso accade, il sale della storia. Per adesso alcuni di loro sembrano bozze in confronto ad altri che hanno già avuto occasione di uscire allo scoperto, ma su questo sono fiducioso nella penna di Pizzolatto. Il padre di Ani, sua sorella e soprattutto il sindaco sono i comprimari che più hanno avuto modo di distinguersi e dimostrare il loro valore. Altri, nonostante le occasioni le abbiano avute, sono ancora un po' piatti. Ad esempio la moglie di Frank ha avuto varie scene per emergere ma fino ad ora si è sempre confermata un personaggio mite e piuttosto ordinario, affine all'archetipo della donna di potere che fa da "first lady" al marito.

True Detective 2 ha un enorme parco personaggi, davvero vasto. Tutti hanno personalità scelte con cura, problemi e difetti che rischiano di portarli alla rovina. Mi dispiace solo che le acque si muovano così lentamente. Io non sono un fanatico dei ritmi sostenuti, mi piacciono i film lenti, ma metterci troppo tempo per arrivare al dunque o per dare almeno qualche leggero indizio rischia di fiaccare l'attenzione dello spettatore.

Esoterismo

Altra caratteristica che ricorre dalla prima stagione è la presenza di accenni, qui molto vaghi, al mondo del soprannaturale. La setta della "Brava Gente" presieduta dal padre di Ani, è un luogo di misticismo ma anche piuttosto pericoloso. E' Ani stessa a dirlo quando racconta che dei cinque bambini cresciuti in quell'ambiente due sono in prigione e due si sono suicidati. La quinta bambina è lei.

Oltre alla setta c'è la maschera da uccello. La prima volta è inquadrata sul sedile accanto alla vittima, già morta, mentre qualcuno la porta via a bordo di un'auto scura. La seconda volta è sul volto di una figura che sorprende Ray mentre esamina una casa dello stesso Caspere.

Il giallo

Un'altra critica la si può muovere nei confronti di come viene affrontato il giallo. Il caso principale in sé è avvincente, anche perché in base alla sua risoluzione le vite di molti personaggi potrebbero cambiare radicalmente.

La gestione delle indagini però è meno interessante, direi un po' stitica. Non ci sono momenti di scambio di idee, intuizioni, e neanche riflessioni sul crimine. Ci sarebbe un'intera stanza dedicata a quella situazione, un luogo con lavagne e scrivanie solo per il caso Caspere, ma non viene mai usata. Magari si conoscono poco i vari inquirenti, magari è ancora presto, magari non si fidano uno dell'altra. Fatto è che ancora niente.

Il tema

Tutte le critiche che posso aver fatto fin qui sono più che altro perplessità, e in ogni caso nessuna di queste mi impedisce di dire che True Detective 2 è un gran prodotto, elegante e intenso. Pizzolatto qui e là è forse un po' pretenzioso (la metafora della cartapesta nel secondo episodio suonava un po' tirata), ma è abilissimo nel tratteggiare i personaggi, nel dare a ognuno di loro una voce unica e riconoscibile e, soprattutto, è bravo a tarare il tema.

True Detective 2 parla di uomini che vivono ai limiti dei loro stessi mondi, che stanno per cadere nel vuoto e perdere ogni certezza. Ray vorrebbe essere un paladino della giustizia ma in verità è un violento, un corrotto, uno che non si fa problemi a pestare a sangue un uomo per punirne il figlio. Frank potrebbe perdere tutto in un attimo, compresa la maschera da "imprenditore per bene" che si è faticosamente costruito nel corso degli anni e la cui rottura segnerebbe una rovina senza appello. Ani deve fare i conti con il proprio passato, con il padre e con la solitudine che la dilania. Paul deve invece accettare la propria sessualità e superare la denuncia che lo tiene fuori dal lavoro.

Ognuno di loro è il peggior nemico di se stesso e vorrebbe trovare un modo, una chiave, per liberarsi dai pesi che gli gravano nell'animo e accettarsi. Vinci è una metafora perfetta di questa situazione stagnante, e i vari personaggi offrono insieme una vasta gamma di modi in cui questa stessa problematica può essere coniugata.

In conclusione

Mi piace. Spero solo che non ci metta ancora troppo tempo a collegare alcuni fili, anche in modo provvisorio,  altrimenti temo che alla lunga questa divisione così forte tra le storie e tra personaggi complessi e personaggi abbozzati potrebbe risultare frustrante. Però senza dubbio è una serie che si presenta magnificamente e credo che l'unico motivo per cui alcuni potrebbero eventualmente storcere il naso è che, ahimè, c'è stata una True Detective Stagione 1.

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