venerdì 31 luglio 2015

Backcountry - lei, lui e l'orsetto del cuore



Backcountry è un film che mette a dura prova la pazienza di chiunque abbia visto anche solo una puntata di Bear Grylls, o che coltivi in segreto quello strano e fastidioso concetto chiamato buon senso.

La base di Backcountry non è malaccio, avrebbe potuto essere declinata in mille modi e invece il regista ha deciso di mantenersi su un sentiero troppo neutro, che non dà sufficiente spazio né all'azione né alla situazione.

Backcountry è un pellicola canadese del 2014, diretta da Adam MacDonald e ispirata alla vera storia di Jacqueline Perry e Mark Jordan che nel 2005 andarono in campeggio e si trovarono alle prese con un orso bruno. Nella realtà lei morì nonostante lui, ferito, abbia tentato di portarla ai soccorsi. Jordan ha ottenuto un riconoscimento ufficiale dalle autorità canadesi per il coraggio dimostrato in quell'occasione. Questi i fatti. Nella finzione MacDonald ha giustamente cambiato la storia per i propri fini narrativi. Però...

Trama

Alex e Jenn sono una coppia affiatata anche se non esente dai classici, piccoli problemi. Ad esempio lei passa il tempo a fare test su riviste femminili o al cellulare, mentre lui non vede l'ora di sfidare la natura e sentirsi uomo. E va bene, va benissimo. Li conosciamo mentre caricano i bagagli in macchina e partono per una piccola vacanza. Alex vuole assolutamente far fare a Jenn un'esperienza di campeggio e sopravvivenza in un bosco in cui andava da ragazzo e a cui è rimasto molto legato. Durante il viaggio i due scherzano, cantano, fanno un test, poi scherzano e cantano. Un viaggio lunghissimo che termina finalmente all'ingresso del parco. Qui vengono accolti da un ranger che sembra uscito da Cabote Cove. "Volete una mappa?" chiede lui. "Certo che no!" risponde Alex "Conosco questo bosco come il palmo della mia mano, con una mappa che gusto c'è?". Il ranger cerca di far capire al gentile ospite che la mappa non pesa nulla. Vedi? E' solo carta, che si ripiega e diventa piccola così. La metti dove vuoi e se poi non ti serve meglio. "No, no, no! Mi fa schifo e ti odio.". Niente mappa. Perfetto. Si parte.

Al parcheggio i due recuperano gli zaini e lei manda un paio di messaggi con il telefonino. Alex se ne lamenta  ma lei giura che sono gli ultimi, poi basta. Mette il telefono nella tasca dello zaino e poi si volta a guardare il panorama. La regia indugia sullo sguardo di Alex pieno di pensiero e atroci macchinazioni. Ma ci torneremo.

La gita è strutturata così: arrivo in macchina fino all'ingresso del bosco, poi a piedi fino alla sponda del lago, poi in barca a remi fino all'inizio del bosco vero e proprio, poi a piedi per quanto vuoi dove vuoi. Ma senza mappa. Jenn è un avvocato ed è totalmente priva di nozioni di sopravvivenza. Come ogni principiante che si rispetti ha quindi portato con sé cose che, a buon senso, le erano sembrate utili. Mostra tutto ad Alex che invece è un veterano dei terreni difficili: "Ho portato uno spray urticante" inizia lei. "Uuuh, che idea bellissima. Diventerai il terrore degli scoiattoli.". Lei rilancia "Avrei anche questo. E' una torcia di segnalazione."

A questo punto, giustamente, Alex va su tutte le furie: "Maccheccazzo ci fai con una torcia di segnalazione quando ti infili dentro a un bosco che non conosci e grande milioni di chilometri quadrati? Eh? Se volevo qualcosa per farmi vedere da un elicottero mi portavo un puntatore laser!". E infatti per quanto ne so il puntatore laser è tutt'ora in dotazione all'esercito americano. E' utilissimo per infastidire i piloti degli elicotteri, per essere scambiati per cecchini e quindi bombardati e per far giocare i gattini. Comunque Jenn si scusa per la propria stupidità mentre Alex, che è campione elementari e medie di sopravvivenza nei boschi, pensa bene di tirarsi la barca su un piede.

Ci sono un po' di scene di cui non frega niente a nessuno: discussioni sulle piante, un bagno nudi ma tanto non si vede niente e alberi. Il film ha una prima scossa quando qualcuno che non vediamo si avvicina a Jenn, che in quel momento è sola, e la sorprende. Alex torna alla tenda e trova la fidanzata che parla con Brad, uno strano tipo che se ne va in giro con un grappolo di trote, come fossero banane. Brad si distingue subito per l'estrema simpatia e il grande senso di civiltà: insulta Alex, si auto invita a cena, fa complimenti equivoci a Jenn e piscia per terra durante il pasto per poi tornare a maneggiare il cibo. Questo gran signore sostiene anche uno dei dialoghi più surreali del film insieme ad Alex, che aveva chiesto a Jenn di scambiare due parole in privato. Appena di ritorno Brad lo affronta e succede più o meno questo:

Brad: "Allora? Mh? Che vi siete detti? Eh?"
Alex: "Scusa eh, macchitesincu..."
Brad: "Qualcosa non va?"
Alex: "Ma no, tutto bene. Un malinteso..."
Brad: "Che malinteso? Mh? MH?"
Alex: "Senti.. la smettiamo? Perché è davvero molto stupido."
Brad: "Allora me ne vado."
Alex: "Ma no, mangia con noi."
Brad: "Va bene. Ma voglio le patate."

Poi la suddetta scena della cena e del piscio a tavola, a cui segue l'altra metà dell'illuminato dialogo:

Brad: "Allora, qual'era il malinteso?"
Alex: "Una sciocchezza..."
Brad: "Dillo. Dillo. Dimmelo. Dillo. Mh? Dillo."
Alex: "Ma che strapalle! Va bene. Sono tornato e lei era con te, ho pensato che tu potessi essere un pazzo o qualcuno che voleva qualcosa da lei."
Brad: "Ah sì eh? Ma non era così."
Alex: "No, no, infatti... praticamente hai ancora il pisello in mano ma lasciamo perdere."
Brad: "Ora me ne vado. E ti avverto, non ho altre battute in questo film."

Brad se ne va e lascia la coppia a riflettere sull'esistenza. Il giorno dopo Alex vede l'impronta di un orso ma la sua mente acuta non registra la cosa come un pericolo. E' un orso, mica un alien. Quindi non dice niente e vanno avanti. Piazzano la tenda e dormono ma nel cuore della notte Jenn si sveglia perché qualcosa sembra colpire l'esterno della tenda. Sveglia Alex, il cui sonno è tanto profondo che avrebbe dormito anche in mezzo alla carica di bufali di Balla cui Lupi. Lei esterna il suo terrore e lui sdrammatizza. Ma no, dice, sono solo ghiande che cadono dalle fronte scosse dal vento e fanno questi piccoli rumo.... bam! Un suono diverso dagli altri. Una noce di cocco? A questo punto Alex si comporta come certi bambini quando si svegliano la notte per un rumore nella stanza: "Beh tanto ora smette... vedrai non è niente... no, no... inutile sbirciare fuori, che vuoi che sia? Stai serena." Al mattino ci sono rami spezzati intorno all'accampamento e poco distante un animale morto e tracce dell'orso.

Jenn a questo punto sbotta: "Ma perché mi hai portato qui? Sei un cretino!" E lui, secondo me preso dal panico, gioca il jolly: "Volevo chiederti di sposarmi!". Anni e anni di test su riviste femminili passano come un lampo nella mente di Jenn, che è costretta ad addolcirsi. Alex giustamente ha organizzato qualcosa di cui a lei non fregava niente per creare il contesto giusto per la grande proposta. Non fa una piega. I due convengono che è giunto il tempo di tornare indietro e quindi si mettono in cammino. Ma c'è un ma: si sono persi. E la mappa? Eh, la mappa... la mappa... sempre cose facili vogliono, 'sti giovani. Vagano per il bosco e quando cala la notte mettono di nuovo la tenda. Dormono come tordi, di nuovo, come se fosse credibile in una situazione del genere. Li sveglia l'orso, e ancora non è chiaro se quest'animale sia un po' stronzetto di suo o se senta l'odore del cibo negli zaini o del piede insanguinato di Alex (quello che il nostro protagonista ha usato per varare la barca). Comunque l'orso si affaccia alla tenda, ruggisce e tira due zampatine. Solo che è un orso, quindi le sue zampate sono teoricamente sufficienti a ribaltare un trattore. Jenn viene ferita a un braccio e tanto sangue fluisce a terra. Alex con grande coraggio le dice di stare dietro di lui: la proteggerà.

Io non sono un esperto di sopravvivenza e se mi trovassi di fronte un orso bruno probabilmente mi spegnerei seduta stante a causa di un irreversibile errore di sistema. Però... se sapessi di essere braccato da un orso dubito che pianterei una tenda in mezzo al bosco, per terra, e che mi ci chiuderei dentro per la notte. Per quel poco che so (sì, anche da Bear Grylls) è bene trovare un posto sugli alberi, o su un rialzamento roccioso. E' bene anche avere del fuoco a disposizione e magari del cibo da gettare altrove per poi scappare. Loro due no: alle 21 si dorme perché uno è stanco e non si può certo regolare la vita sui capricci di un bruno qualsiasi. Va bene, lo rispetto.

L'orso quasi strappa le gambe ad Alex e Jenn risponde con il suo spray urticante. La scena ricorda vagamente quella del Batman del 1966, con la bomboletta "Repellente per Squali". L'orso si allontana e Jenn decide che la cosa più saggia è restare lì, nella tenda, a guardare le ferite di Alex. Dopo poco l'orso torna e trascina via l'uomo donandogli una fine molto, molto brutta.

Jenn sta per correre via quando la sua mente visualizza la domanda di un test che l'aveva molto colpita:

"Un orso bruno sta mangiando il tuo fidanzato, che cos fai?
A. Scappo.
B. Piango e resto lì, pronta a morire con lui.
C. Faccio una foto e aggiorno Facebook sperando che non me la segnalino.
D. Raccolgo l'anello e poi scappo.

Lei aveva barrato la D. Preso l'anello, Jenn corre. Di per sé quest'ultima parte di film sarebbe anche la più interessante se non fosse che, appunto, è l'ultima parte. Una donna la cui unica esperienza di boschi e sopravvivenza viene dalle poche parole che ha ascoltato del suo ragazzo si trova da sola contro un orso bullo. Eccolo lì il soggetto. E invece no, questa parte dura una manciata di minuti in cui Jenn mangia le piante che Alex le aveva indicato come commestibili, tenta di scendere giù per una scarpata ma si rompe una gamba, usa la torcia di segnalazione, fa amicizia con un alce e alla fine ritrova la barca.

Jenn torna all'ingresso del parco, ferita e stanchissima e fa in tempo a vedere Brad che sta parlando con un gruppo di turisti a cui dovrà fare da guida. Non sta pisciando. Buon segno. Lei a terra respira, poi buio e titoli di coda.

Ambientazione e situazione

Backcountry era un onesto candidato, sulla carta, a diventare una di quelle piccole ma memorabili perle a basso budget. Bastava prendere una decisione un po' più netta tra commedia, film romantico e film d'azione.

Le scenografie sono bellissime. Il bosco Canadese è una delizia per gli occhi anche se non è particolarmente esaltato dalla regia. MacDonald ogni tanto fa qualche taglio di troppo e si concede poche panoramiche e pochi guizzi artistici. Infatti resta nella memoria quell'unica scena in cui il movimento di macchina accompagna lo spettatore per quasi tutto l'accampamento dei due e finisce di fronte al ramo spezzato.

La musica è azzeccata, come in generale il sonoro, e bisogna ammettere che il regista riesce a costruire un po' di tensione con pochissime inquadrature che passano dagli umani stretti nella piccola tenda alla sterminata quantità di alberi immersi nella notte.

Il problema non è l'ambientazione, è la situazione. Brad è chiaramente un idiota, dal momento che quello che fa non lo fa per nessun obiettivo particolare. In più scompare nel nulla e non avrà mai più un ruolo attivo nella vicenda. Alex che doveva essere l'esperto di sopravvivenza è in verità un normalissimo amante del trekking che ne sa, più o meno, quanto la fidanzata. Andrebbe benissimo mettere persone comuni alle prese con la natura... ma che siano almeno persone comuni: qui alcune delle loro scelte sono inquietantemente ingenue, e insensate.

L'orsetto del cuore

L'orso secondo me è uno dei problemi più grandi del film, almeno dal punto di vista della scrittura. Quando si progetta una storia in cui ci sono su fronti opposti natura e uomo, uno sceneggiatore (che in questo caso coincide con il regista), può decidere tra una moltitudine di varianti e punti di vista. L'orso può incarnare l'aspetto più caotico e distruttivo della natura, e quindi l'uomo ci passa da "buono", quale alfiere di ordine e ingegno. Oppure l'orso può rimandare alla collera della natura e allora è l'uomo, nonostante le apparenze, ad essere il cattivo. Non voglio dire che debba esserci sempre per forza dietro chissà quale filosofia, ma almeno un tema che colleghi le vicende dei personaggi sì. Di fatto in Backcountry non accade nulla. Neanche la morte di Alex significa qualcosa perché il film non si è mai proposto come la storia di una donna che viveva all'ombra del fidanzato e non sapeva cavarsela da sola. Quel che resta alla fine della fiera è la sensazione di aver assistito a un film con una bella scenografia e che di tanto in tanto ha saputo regalare scene di tensione, ma che in generale è vuoto, privo di spinta narrativa e con poche cose da dire.

Io sono consapevole che quello di Bear Grylls è solo uno show e che ovviamente lui non è davvero nelle condizioni che... eccetera eccetera, ma questa mi pare una reazione più immediata per liberarsi da un orso. Ah, e per la cronaca: nella realtà, da quel che ho capito, la coppia fu aggredita all'improvviso dall'animale e non ci fu alcun inseguimento.



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