giovedì 30 luglio 2015

Lords of London - o quasi.



Lords of London è un film del 2014 del regista esordiente Antonio Simoncini, di chiare origini italiane ma cresciuto a Londra. Prima di iniziare la recensione vorrei raccomandarmi di guardare bene la locandina qui a sinistra. Lo sfondo, i colori, le espressioni, i particolari.

Bene. Ci tornerà utile.

Immagino che sia capitato a tutti di dover condividere un viaggio (breve o lungo) con una persona mai vista, magari amica di un amico. Forse ti sei offerto di dare un passaggio a qualcuno che era alla tua stessa festa, o forse sei tu che devi spostarti di città e allora salta fuori il vicino di casa di un tuo parente che va proprio lì, proprio il giorno in cui volevi partire tu. Immaginiamo ora che questo sconosciuto si presenti all'appuntamento tenendo sotto braccio una bambola gonfiabile. Fico, no? Non per la bambola in sé, ma per l'idea che forse ci troviamo di fronte a un personaggio inatteso, che avrà sicuramente una storia notevole da raccontarci, anche solo per spiegare il motivo della fanciulla piena d'aria. Il viaggio inizia e lui parla. Ti narra di sé, della sua casa con le macchie di umido, delle tasse e del tempo ma mai, mai, neanche per un momento, accenna alla bambola gonfiabile.

Intanto arrivi a destinazione e appena prima di farti scendere lui ti dice a bassa voce "Ehi... là dietro ho una bambola gonfiabile". E se ne va.

Trama

Lords of London non parla di Londra. Non parla dei signori di Londra e non è né un film noir né un film d'azione. Non è neanche un thriller. Tenendo presente tutto questo guarda di nuovo la locandina. Di nuovo. Bene.

Lords of London è la storia di Tony, una sorta di usuraio che vive a Londra e che in un locale viene colpito al cuore da un colpo di pistola. Lo conosciamo così, steso sul pavimento della discoteca mentre tutto va in nero. Stacco. Tony apre gli occhi in una piccola casa di pietra, rurale. E' ancora vestito come lo era in discoteca e ha nella camicia intrisa di sangue un foro di proiettile. Apre le finestre e si rende conto che quella non è Londra. Si trova in Italia, in campagna, in prossimità di un piccolo paese. Quando Tony cammina per strada le persone sembrano non vederlo né sentirlo. Solo Francesco ci riesce, un signore gentile dalla barba bianca che, misteriosamente, dà ad intendere di sapere chi sia Tony e come mai si trovi in quel posto. Ma non lo dice, perché è importante che Tony ci arrivi da solo.

Ah, c'è un fatto importante da tenere a mente: fin da quanto Tony si è risvegliato sono iniziati i flashback sul suo passato. Si vede lui da bambino costretto a subire la freddezza e la violenza di un padre che non lo desiderava e che sfogava ogni frustrazione sulla moglie (e madre di Tony). Il piccolo Tony assiste impotente alle violenze del padre e al suo modo duro di condurre gli affari. Perché è importante? Vediamo.

Nei giorni seguenti Tony conosce (anche se lei per qualche ragione non gli si rivolge mai) la giovane figlia di Francesco, Margherita. Lei si è da poco innamorata di un ragazzo inglese dalla testa calda, un tipo autoritario, uno che ogni tanto alza il gomito e che vorrebbe portare la ragazza a Londra, lontana dal suo paese natio e dal padre. Francesco chiede aiuto a Tony che si mette a seguire il ragazzo e a tenerlo d'occhio. L'inglese gioca d'azzardo, va a donne nei bordelli, è cocciuto, immaturo e violento. Arriva addirittura a rubare i gioielli della sua stessa fidanzata per far fronte ai debiti contratti in giro per il paese.

Tony corre ad avvertire Francesco ma intanto Margherita ha scoperto il fattaccio e ha lasciato l'inglese. Fine. Ah no: Margherita e l'inglese erano i genitori di Tony da giovani. Ma ora non più. Quindi lui va a camminare su per la montagna. Come faremmo tutti.

Ritorno al futuro migliore

Quando Tony si risveglia in Italia, all'inizio, ho immaginato di avere a che fare con qualcosa di inatteso e di molto, molto, molto, molto lontano da qualsiasi cosa stesse tentando di comunicare la locandina. però poco male, no? Capita con i trailer, con le copertine, con le colonne sonore. Capita. Quando Tony arriva in città e nessuno lo sente e lo vede nonostante lui sia un uomo grande e grosso con un buco nella camicia e coperto si sangue, ho immaginato di essere al cospetto del fratello povero del Sesto Senso. Ma capita, voglio dire... usare l'elemento fantastico dello spettro è un classico e non c'è alcun motivo per imbottirsi di pregiudizi. Quando sono iniziati i flashback sul passato di lui da bambino e sulla figura paterna ho immaginato che questo padre, in un modo o nell'altro, doveva entrarci qualcosa con il senso del film. Ho tentato con tutte le forze la via dell'ottimismo, giuro. Poteva trattarsi di una favola sull'inferno o sul  purgatorio, o magari un ricordo di lui da bambino, o la visione di un'altra strada se avesse deciso di non fare il criminale.

E invece no. Giunti pressappoco alla fine del primo quarto è chiaro come il sole che Tony si trova nel passato, precisamente nel momento in cui sua madre Margherita e suo padre, l'inglese, si sono conosciuti. Tuttavia in quella realtà le cose vanno diversamente: Margherita trova il coraggio di lasciare il suo giovane amante comprendendo che al di là delle pulsioni giovanili lui potrebbe solo renderla infelice.

E' difficile da spiegare ma sembra che il film sia stato scritto decine di anni fa, quando il pubblico era ancora ingenuo, prima che tonnellate e tonnellate di pellicole del genere allenassero la mente dello spettatore medio ad annusare certi schemi. Il film, questo sì che è ingenuo, si comporta come se questa incredibile sorpresa non fosse decifrabile e rivelandola con una serie di elementi (anche giusti, di per sé) organizzati in un montaggio pieno di tensione.

L'unico risultato è che il protagonista ci fa la figura dello stupido mentre io, spettatore, rimango deluso da una sorpresa banale.

"Come un buco di culo sul gomito"

E' la frase che il padrone del locale dice a Budd, suo dipendente, nel film Kill Bill Vol.2: "Mi vorresti dire che tu qui sei utile... quanto un buco di culo sul gomito?"

Nel caso di Tony, anche meno. Forse è stata la voglia matta del regista di organizzare le scene alla Sesto Senso, con tutti quei piccoli movimenti di camera e attori che devono tornare per dare l'effetto del "Ma è un fantasma o davvero non lo ha visto?"; o forse è di nuovo ingenuità. Resta il fatto che Tony non fa niente, è spettatore di una situazione che si evolve da sola. Semplicemente rivive il suo passato e guarda i suoi genitori che litigano, si amano e infine si lasciano.

Tutte le storie raccontate sono più interessanti di quella del protagonista: Francesco (suo nonno, a questo punto) è un padre energico e protettivo capace di combattere per il bene della figlia. Il padre di Tony, nei flashback, è una figura carismatica e contorta, in bilico tra uomo forte e uomo insicuro. La madre di Tony, nel presente alternativo, è una ragazza sul punto di scegliere che donna vorrà essere: se tacere e fare la moglie o spezzare il legame con il fidanzato. Ovviamente nessuna di queste storie viene approfondita e tutte sono mostrate unicamente per tratteggiare un protagonista che magari, forse, sarebbe anche potuto diventare interessante. Se solo avesse avuto uno straccio di scelta da compiere.

Wanna be screenwriter

Tempo fa un insegnante di sceneggiatura, scherzando, usò questo termine per definire quei registi che si convincono di poter mettere mano al testo senza le dovute competenze. Disse che, ovviamente, esistevano anche i Wanna be directors. Il risultato quando ci si trova alle prese con un WbS è il fioccare di scene che lui ha voluto per forza inserire nel film perché erano interessanti come resa scenica o perché allettanti per la sfida di realizzazione. Solo che non funzionano. Una scena poetica non è necessariamente anche una scena "giusta", e viceversa. Per questo esistono due persone, uno che scrive e uno che dirige. Per questo sono così rari i casi in cui le due figure coincidono con successo: c'è bisogno di molto talento e molto studio.

Lords od London è pieno di scene eccessive, come il padre di Tony che strappa i denti a uno che non aveva saldato i debiti; o di scene incomprensibili e un po' pretenziose, come il finale. Una volta finito tutto e scongiurato il matrimonio tra Margherita e l'odioso inglese, Tony cammina per il bosco con suo nonno, che lo accompagna fino a un punto imprecisato. Tony continua da solo e si allontana, camminando a piedi verso una montagna poco lontana. Il rumore che hai appena sentito è probabilmente la fronte di Jodorowsky che impatta con violenza contro la scrivania del suo studio.

Quel finale è evidentemente un modo per far finire quella sorta di visione, quel viaggio interiore che Tony ha compiuto mentre stava morendo sul pavimento della discoteca. Vivendo quell'esperienza onirica (qualcuno porti del ghiaccio ad Alejandro), Tony ha capito, superato ed evitato le violenze di suo padre su sua madre e può morire sereno ammantato da quella rassicurante illusione. O almeno credo che sia un'illusione, visto che se fosse stata realtà lui non sarebbe morto e, a dirla tutta, nemmeno sarebbe esistito.

In conclusione

Lords od London non parla di Lords e non parla di London. Non è nulla di quel che promette e infatti, da ciò che ho letto, il titolo originale doveva essere il più sensato (ma meno scenico) Lost in Italy. Eppure le sue potenzialità ce le aveva: di buono ha personaggi secondari interessanti, ben recitati, e una buona rappresentazione della violenza emotiva; anche la fotografia è dignitosa e il montaggio è discreto, efficace soprattutto nei passaggi continui tra presente (che poi sarebbe il passato) e il passato (che poi sarebbe il futuro).

Il problema è una sceneggiatura incompleta, annacquata e pretenziosa; priva di quel mordente che in un film del genere dovrebbe nascere da una pressione costante sul protagonista, sempre immerso in scelte concrete o morali.

Lords of London non è una chicca segreta, non me la sento di consigliarne la visione. A meno che non siate di quelli che vogliono capire come si fanno e come non si fanno certe cose. Tipo scrivere. O dirigere. Allora sì, potrebbe essere molto utile.

Questo film è come il tipo con la bambola gonfiabile. Inizia in un modo che non ti aspetti, ti parla di tutto e niente e quando si arriva al punto di massima tensione cerca di stupirti rivelandoti qualcosa che sai già. E se ne va tronfio. E tu te ne vai deluso. E nessuno ha una bambola gonfiabile.

11 commenti:

  1. l'unico suo (chiaro) intento ? denigrare: ho visto un bel filmetto, scorrevole, privo di "categoriche" pretestuosità.
    Un consiglio ? si cimenti in in politica, indole e verbosita (falsa) attitudine dialettica) la aiuterà parecchio .

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  2. Buongiorno.
    Guardi... che io possa essere verboso ci sta e me ne scuso. Falso non direi. A me è parso un film con qualche buono spunto qui e lì sprecato in un tessuto che purtroppo non torna. Lo dico con tutto il rispetto per il lavoro altrui ma lo dico perché lo penso. Se lei ha un'opinione diversa si senta libero di dirmela e motivarla, magari alla fine cambio io la mia. Sorvolo sulla frecciata politica, non sono adatto proprio perché detesto la polemica. Se però ha voglia di parlare del film, mi trova qui.

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  3. ottima recensione davvero, ho appena visto il film è concordo pienamente, un film che non lascia la soddisfazione di averlo visto.

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  4. Grazie della visita e del commento! Sì, purtroppo un'idea sprecata. Forse con qualche accorgimento in più poteva dare qualche soddisfazione :)

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  5. Concordo:e' il niente mischiato col nulla !!!

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  6. Però tenere viva la tradizione del "Vedere film a caso" è più importante dello scovare perle ;)

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  7. Sono perfettamente d'accordo con te! Questo film mi ha lasciato col nulla in testa, mi sono messa a cercare qualche recensione su internet (senza trovarne molte, peraltro) e la tua riassume perfettamente quello che ho pensato a riguardo! Confusionario, dispersivo e privo di struttura :( Un vero peccato

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  8. Purtroppo sì... e grazie del commento!

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  9. Concordo con la recensione (scritta per altro in maniera più che rispettosa ma divertente) e aggiungo che la nostra più grande difficoltà è stata quella di seguire la storia dato che, nella versione di Chili tv, Francesco è stato doppiato come nonno di Margherita😨

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  10. Forse per loro non era abbastanza contorto... =_=
    Grazie del commento e di essere passato! Mi fa piacere che la recensione ti sia piaciuta ;)

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  11. Guarda questo film per me non merita una recensione un film inutile l unica cosa buona la tua recensione purtroppo guardata dopo averlo visto

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