mercoledì 1 luglio 2015

These Final Hours



E torno a coccolarmi con un po' di morte e distruzione. These Final Hours è un film australiano del 2013, per la regia di Zak Hilditch, e si inserisce nel filone del cinema apocalittico senza scomodare la fantascienza.

Trama

La storia è molto lineare. Un meteorite è caduto con un grandissimo tonfo nel nord dell'Atlantico e adesso l'onda d'urto scatenata all'impatti si sta allargando sempre più inghiottendo e distruggendo tutto il mondo. L'Australia è il punto più lontano dall'impatto, ma la tragedia è rimandata solo di poco tempo: tra dieci ore l'onda arriverà e tutto sarà finito.

James è spaventato a morte e, da vero uomo, vuole affrontare la sua paura nell'unico modo meritevole: imbottendosi di droghe e facendo sesso finché morte non sopraggiunga. Decide quindi di lasciare la donna che ama e partire alla volta di un grande rave in cui potrà coronare il suo sogno di addio alla vita. Non appena lascia la stanza e la ragazza si trova catapultato nel mondo pre-distruzione, dove la follia umana sta togliendo molto lavoro all'onda d'urto imminente. Ci sono cadaveri abbandonati in giro, persone che si accoppiano contro le pareti delle case, richiamate dalla circostanza a un insostenibile bisogno di vita. E ovviamente ci sono i fanatici religiosi e i pazzi, come quello che gli entra in macchina e lo costringe a fuggire a piedi.

Mentre James cerca un nuovo veicolo vede due uomini scendere da un furgoncino e trascinare una bambina in una casa. Le intenzioni dei simpatici buzzurri sono palesi e per quanto James tenti di far finta di niente e limitarsi a rubare il mezzo, non ce la fa. Prende un martello, entra in casa, tratta i due uomini come fossero quadri e porta fuori la piccola. Lei è Rose, è stata rapita mentre era con suo padre ed è da lui che vorrebbe tornare.

Da questo momento inizia il classico viaggio dell'uomo tormentato e della ragazzina pura ma ingenua. Lo schema è lo stesso già visto in The Rover, ma qui è usato con minor coraggio e attenendosi alla regola, diciamo. James è un uomo adulto che deve maturare, anzi, che deve "ricordare" alcune regole semplici, di quelle che per l'appunto si hanno ben presenti quando si è bambini. Prima regola: nel momento del bisogno si deve stare accanto a chi si ama. Seconda regola: non si beve mentre si guida.

James alla sua festa ci arriva e porta con sé Rose perché non è ancora riuscito a trovare suo padre. Il rave è una sorta di grande (ma neanche troppo) festa in stile hippy in cui, visto che a breve moriranno tutti, c'è totale promiscuità e abbandono ai piaceri. Padrone di casa e maestro di cerimonie è Freddy, che in effetti ha tutta l'aria di aver sbagliato set. Grassottello, cresta verde, pistola in mano, costume improponibile e riesce a parlare soltanto urlando. Insomma è già in tenuta da film post-apocalittico, pronto a prendere pugni in faccia da Ken il guerriero.

James si accorge di non potersela godere, quella festa. Il suo posto non è lì, anche se ne era sinceramente convinto. Recupera Rose (la ragazzina versa in pessime condizioni dopo essere stata costretta ad assumere sostanze ignote) e torna alla ricerca del padre scomparso. Rose sa che la sua famiglia dovrebbe essersi radunata a casa di sua zia e quindi è lì che si dirigono, ed è lì che li trovano. A questo punto inizia un terzo atto, una fase finale che vedrà James realizzare quale sia il suo posto e tentare con ogni mezzo di raggiungerlo prima della fine del mondo.

Paura e violenza

These Final Hours è un film interessante nel suo concetto di base ma scostante nella qualità della realizzazione. L'idea, per capirci, è bella. Il mondo è già finito e tutti lo sanno, che la morte è imminente. La paura fa da padrona, tutti sono completamente terrorizzati e reagiscono chi (i più) con estrema violenza e chi rilassandosi completamente. Nonostante ci siano alcune scene d'azione non si può dire che il film si basi su di esse, anzi. La maggior parte delle volte James arriva in posti in cui paura e violenza hanno già fatto il loro corso. Lui è il testimone delle conseguenze e in questo senso il film regala scene anche molto forti, come la sequenza dove James va a trovare la sorella o dove si imbatte in un padre che lo prega di uccidere moglie e figlia al posto suo per risparmiare loro la distruzione finale.

Questo è un punto del film, secondo me, ben riuscito. Paura e violenza a volte non sono neanche inquadrate ma solo suggerite, eppure arrivano potenti. Durante tutto il corso del racconto, con l'eccezione del finale, al pubblico non viene concesso alcun effetto speciale. Perfino gli scenari sono piuttosto ordinari (nonostante il film sia girato in Australia) e quindi lo spettatore resta sempre ancorato a una dimensione che conosce benissimo, perché è la sua. Solo la mentalità degli esseri umani è cambiata, alterata per l'appunto da paura e violenza al risuonare incessante di un semplice pensiero: "ho poche ore di vita".

All'interno di questa scelta di rappresentare un mondo ordinario in una circostanza straordinaria, funziona la scelta di dare connotazioni molto umane alla paura. Alcuni reagiscono con il suicidio, altri esprimendo una rabbia immensa, folle, che ovviamente non può indirizzarsi verso un colpevole (ci sarebbe il meteorite ma che fai, lo meni?) e quindi si riversa sugli estranei e sul mondo. C'è anche chi la paura la combatte con la totale evasione, come Freddy e tutti gli invitati al rave.

These Final Hours offre un bel campionario umano e soprattutto, caratteristica non banale, credibile in relazione al disastro imminente.

Dissonanze

Passiamo a ciò che non convince. Si deve ammettere che quello stesso campionario umano, se credibile nelle intenzioni, è poco credibile nella sua rappresentazione nuda e cruda. Freddy ha davvero la cresta verde e parla davvero come un cattivo di Ken Shiro. Il rave non ha una sua identità e in poche inquadrature convivono scene che sembrano prese da realtà molto, molto diverse tra loro. Ci sono dei seni in libertà. Ok. Ci sono ragazzi e ragazze che ballano e si provocano, che ridono e che si consolano a vicenda. Ok. Ci sono persone su un palcoscenico che si fanno esplodere la testa giocando alla roulette russa. Mh... meno ok. Devono essere amici d'infanzia di Freddy.

All'inizio James sta guidando verso la festa quando trova la strada bloccata da una muraglia di carrelli per la spesa. Gli abitanti del posto, probabilmente per difendersi dalla follia dilagante e godersi le ultime ore, ha creato quella barricata di fortuna. In quel momento un pazzo entra nella macchina di James e lo minaccia con un coltello. Il nostro eroe ovviamente accetta di dargli un passaggio ma dopo pochi metri il folle lo fa fermare e scende per inseguire uno sconosciuto e ucciderlo a suon di machetate. Non ho alcun problema a crederci, anche perché siamo all'inizio della storia, ma questa situazione getta le basi per un film un po' diverso da quello che poi vedrò. Simili siparietti non accadranno più e tutto virerà su toni intimisti e sfumati.

Anche certe scene del finale non sembrano provenire dallo stesso film. La tensione sul protagonista si risolve nel momento in cui decide quale sia il suo posto e che deve andarci subito, è la fine del suo percorso interiore, la risoluzione del conflitto interno e quindi, di fatto, del vero fulcro del film. Per questo la macchina che si rompe a metà strada è un espediente inatteso, che sembra voglia dare una svolta al finale... e invece no. Dopo poche inquadrature di corsa e fiatone il protagonista è arrivato, anche senza macchina.

Queste "incertezze" talvolta si vedono anche nella messa in scena. Durante una sequenza di fuga ad esempio scatta una colonna sonora heavy metal tanto invadente che è difficile non farci caso. Sembra quasi voler sottolineare l'inizio di una scena rocambolesca quando in verità si conclude pochi secondi dopo con il protagonista ben nascosto sotto una macchina.

Ognuno di questi elementi si traduce in un attimo di perplessità durante la visione, che spinge lo spettatore fuori dalla storia e costringe a recuperare la distanza. Sembra, insomma, che manchi un'idea formale omogenea e capace di accordare tutte le varie parti del film.

Un grande classico

These Final Hours è un degno appartenente al suo genere. Usa tutti gli elementi e li usa bene, anche se non in modo nuovo. Come già detto nell'articolo su The Rover questo tipo di storie di viaggio tendono ad unire un protagonista in cerca di redenzione con uno che deve crescere e che ha bisogno di essere protetto. These Final Hours non fa eccezione e usa questa struttura narrativa adagiandola su uno scenario comodissimo: il mondo sta impazzendo e i due protagonisti hanno un'unica possibilità, data dalla fortuna di essersi incontrati, di trovare il loro posto prima della fine.

Non c'è niente di male nel realizzare una storia di stampo classico. Spesso attenersi a strutture molto note costringe autori e registi a trovare espedienti e soluzioni creative giocando sui dettagli. These Final Hours ci riesce solo in parte, azzeccando alcuni ingredienti e sbagliandone altri, ma creando nel complesso una storia che merita la visione. Chi fosse appassionato di disaster movie potrebbe restare deluso dalla mancanza di spettacolarità (in questo la locandina non aiuta, sembra presentare un film d'azione), ma potrebbe anche trovarci spunti insoliti. Chi invece fosse appassionato di storie d'amore con tinte drammatiche potrebbe trovare pane per i suoi denti. Basta che tenga presente che a un certo punto, prima del meteorite, arriva Freddy.

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