martedì 28 luglio 2015

True Detective 2 - Church in Ruins



Gli ultimi due episodi di True Detective 2 hanno avuto su di me lo stesso effetto di quando cammino per una strada sconosciuta in una giornata di pioggia e improvvisamente smette di piovere. Finalmente con Church in Ruins posso mettere via l'ombrello e guardare dove sono finito. Il cambio di ritmo tiene, la storia è più fluida, personaggi e giallo più consistenti. Certo, ormai quel che si è visto si è visto, ma almeno ci sono i presupposti per potersi godere le ultime puntate.

Trama

Brevemente. Frank e Ray superano la loro disputa: sembra che Frank davvero non avesse idea che l'uomo di cui diede il nome a Ray anni fa fosse innocente. Lui la considerava una soffiata sicura e pensava che davvero fosse lo stupratore della moglie del poliziotto. Ray non molla e vuole sapere chi diede quel nome a Frank. Il gangster promette di rivelarglielo se in cambio lo aiuterà nella sua ricerca. Dall'episodio scorso infatti Frank sta cercando Irina, la donna che potrebbe essere in possesso degli averi di Caspere, compreso l'hard disk che gli permetterebbe di tornare a fare affari. Frank continua le indagini a modo suo, tortura un uomo del cartello messicano con una sparachiodi pur di avere le informazioni che cerca. Ottenuto un indirizzo, Frank va in esplorazione si trova di nuovo alle prese con i due strani figuri che si erano presentati al suo locale la puntata scorsa. Sono loro a gestire tutto, lì. Frank negozia uno scambio tra un contatto con la fanciulla e agevolazioni economiche per i messicani. Irina lo chiama poco dopo, nel suo ufficio, e rivela di aver accettato soldi da un poliziotto per vendere gli averi di Caspere.

Ray vede il figlio in presenza dell'assistente sociale e per lui è un gran colpo all'orgoglio. Il figlio inoltre non manifesta entusiasmo nei suoi confronti e questo lo getta in depressione e lo fa chiudere in casa in compagnia di polvere bianca, alcol e fumo. Al termine della nottata chiama l'ex moglie e le assicura che rinuncerà alla causa per la custodia del figlio (lasciandola in esclusiva a lei) purché lei non dica mai al ragazzo dello stupro e della possibilità che sia figlio del violentatore di sua madre. La donna, che a quanto pare aveva davvero preso in considerazione quell'eventualità, accetta. Nella seconda parte dell'episodio Ray partecipa più attivamente all'indagine, pianificando insieme ai colleghi l'operazione da infiltrata di Ani. Ci arriveremo a breve.

Paul si occupa unicamente delle indagini. Fa qualche domanda scoprendo l'origine dei diamanti blu: un furto a una gioielleria avvenuto negli anni '90. Interroga un poliziotto in pensione e poi, anche lui, prende parte all'azione sotto copertura. A breve, a breve...

Anche Ani è molto concentrata sul caso, ma l'episodio offre comunque un paio di elementi corposi che raccontano del suo passato. Prima una scena, quasi innocua, di confronto con la sorella in cui si rimarca la tendenza di Ani alla solitudine e alla freddezza verso il prossimo; poi il mezzo colpo di scena nel finale di puntata. Ani si infiltra in uno di questi festini orgiastici per uomini facoltosi, vestendosi bene e presentandosi con il nome della sorella. Viene drogata, perquisita e poi introdotta in questa villa in cui le ragazze non perdono neanche tempo a imbastire conversazioni: in pochissimo tempo si è già al sesso, spesso di gruppo, in giro per le stanze o contro le pareti. La droga che dovrebbe permettere ad Ani di allentare i freni inibitori ha invece come risultato di farle rivivere un'esperienza della sua primissima giovinezza. Ani ha incontrato un uomo che l'ha chiamata "bella bambina" che le ha proposto di conoscere "l'unicorno che abita nella sua foresta" e che l'ha portata nel suo furgoncino. Un elemento magari non troppo inatteso ma che fa quadrare molti aspetti della personalità di Ani. Sebbene drogata, la detective riesce a riconoscere tra le escort la ragazza scomparsa che cerca fin dal primo episodio. Riesce a portarla via dalla festa ma lascia dietro di sé una vittima: una guardia la vede, la ferma e fa per strozzarla. Senza pensarci troppo Ani reagisce estraendo il pugnale nascosto e uccidendo l'avversario.

Mentre Ani esplorava il festino, Ray e Paul erano di copertura fuori dalla villa. Paul si è introdotto in una delle stanze e ha rubato dei fogli da un cassetto che sembrano poter diventare preziosissimi elementi d'indagine.

Ritmo e direzione

Senza dubbio il ritmo è tornato ad essere quello di una buona serie thriller. I personaggi agiscono ricordandosi quel che gli è successo nella scena precedente, portandosi dietro stati d'animo e conseguenze delle loro decisioni; inoltre ci sono addirittura più riunioni organizzative in cui i detective si scambiano le novità e si dividono i compiti e, infine, non c'è il bar.

Buona anche, per quanto mi riguarda, la decisione di fondere i momenti in cui si racconta qualcosa di intimo dei personaggi con altre scene, soprattutto di azione. In teoria bisognerebbe sempre organizzare una sceneggiatura in modo che i personaggi si raccontino attraverso quello che fanno e le decisioni che prendono, ma qui nei primi episodi è stata un'attività quasi completamente affidata ai dialoghi.

La sensazione che finalmente "sto andando da qualche parte", mi ha anche permesso di ricordare meglio l'episodio prima e di comprendere meglio questo. A parte la prima puntata che forse ho anche visto con particolare attenzione, le altre tendevano a confondersi tra di loro appena finita la visione. Non c'erano significativi progressi con il caso, né nelle vicende personali. Tolte scene come la sparatoria messicana il resto si faceva indistinto, probabilmente perché soffrivo la mancanza di punti di riferimento. Qui no, non ho avuto bisogno del riassunto iniziale e l'articolarsi delle vicende mi appare molto più chiaro.

Protagonisti a turni

Praticamente non abbiamo ancora fatto progressi sul caso Caspere, pur sapendo quasi tutto il contorno. Sì, ok i diamanti, ok la villa con il festino e le ragazze drogate, ma di fatto non si sa ancora niente di come gli interessi di quel mondo si siano addensati attorno alla vittima tanto da ucciderla. Diciamo che così, a pelle, è una situazione che sarebbe stata più gradevole alla terza puntata, ora invece temo che costringerà la serie a una rischiosa impennata negli ultimi due episodi.

L'impennata di eventi mi spaventa tanto più perché sembra quasi che Pizzolatto non abbia mai abbastanza tempo per tutto. Ogni volta ci sono sempre un paio di personaggi lasciati in sordina, che hanno meno da dire nel corso della puntata e la cui storia avanza pochissimo. Questo era (di nuovo) il turno di Paul. Si fa solo un breve e astratto accenno al suo essere in procinto di diventare padre, nulla di più. Il problema della mancanza di soldi dopo la scoperta che la madre glieli aveva spesi tutti è stato accantonato, la sua omosessualità pure, la relazione difficile con la futura suocera anche. Frank vede sospese tutte le storie che parlano del suo rapporto con la moglie, Ani praticamente tutte le sue linee (l'ex ragazzo che l'ha denunciata, il suo ex partner che la vorrebbe, suo padre, ...). Ray al contrario ha moltissimo spazio, compresa una scena piuttosto lunga in cui va a trovare in carcere lo stupratore della moglie.

Continua a non affascinarmi molto la regia, soprattutto nelle scene movimentate. L'ingresso e la fuga dalla villa sono realizzate quasi senza campi lunghi, per cui non c'è mai un'occasione per inserire i personaggi in uno spazio più vasto e godersi l'azione. Inoltre c'è una musica strana. Davvero. Mi ha ricordato molto le atmosfere delle "scene pericolose" della signora in giallo, in cui la cara Jessica si avventurava nella stanza di un sospetto per sbirciare gli appunti sulla sua scrivania.

Strade perdute

La nota amara è che nonostante tutto il bene che potranno portare le puntate 5 - 8, True Detective 2 resterà come una serie che non ha convinto e che ha offerto una prima metà poco avvincente. Se lo sforzo per tentare di non paragonarla alla prima stagione è comunque doveroso (se si vuol fare una critica onesta e non di pancia), non lo è quello di perdonare certe mancanze solo perché "poi dopo recupera".

La questione della paternità di Frank avrà davvero un ruolo nello sviluppo complessivo della storia? E il padre di Ani? E Pitlor che fine ha fatto? Si è davvero rintanato a casa, sul divano, con il naso rotto e un barattolo di gelato? La battaglia di Ray per il figlio finisce (di nuovo) definitivamente? E che ne sarà di tutti i dettagli buttati là del caso Paul? Su di lui c'è tanto materiale: Black Mountain, l'attrice che lo aveva accusato, l'omosessualità, la madre...

La paura che una parte di questi elementi restino solo uno sfondo per i personaggi esiste ma, innegabilmente, a questo punto mi sento meno stanco e più curioso di vedere come andrà a finire.

Nota a margine

Sono state settimane difficili, ma ora torneremo a scrivere panzane a tutto tondo, non solo su True Detective.

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