lunedì 24 agosto 2015

Ant-man - recensione senza spoiler



Ant-man è l'ultimo (per ora, ovviamente) personaggio Marvel ad essersi guadagnato un film. Per la regia di Peyton Reed, 2015, Ant-man si colloca all'estremo della comicità concessa a un film di supereroi che voglia comunque restare tale. Si differenzia per carattere dai suoi illustri predecessori a "eroe singolo", come Iron Man, e anche per struttura.

Trama (senza spoiler)

"La trama è semplice" (cit. coltissima), Scott Lang è un bravissimo topo d'appartamento, un ladro acrobata che ha appena finito di scontare una condanna ed esce dal carcere, ansioso di rivedere la figlia. Sua moglie si è risposata e non è disposta a concedere visite a Scott a meno che lui non dimostri di rigare dritto, cioè si trovi lavoro e casa.

Hank Pym è un anziano ma illustre scienziato che anni fa decise di nascondere un'importante scoperta alla sua stessa compagnia per timore che venisse usata per il male. Hank ha infatti scoperto una sostanza che permette di ridurre la distanza tra gli atomi e quindi di miniaturizzare cose e persone. Ha costruito una tuta che rende possibile per un uomo sfruttare a comando questa capacità divenendo minuscolo ma conservando tutta la sua forza. Purtroppo però, con gli anni, il suo ex protetto Darren Cross sta per arrivare alla sua stessa formula.

Hank decide di ingaggiare Scott in qualità di ladro per rubare le scoperte di Darren prima che sia troppo tardi.

Quello che offre la casa

Ant-man è un personaggio perfettamente accettabile per gli amanti del mondo dei fumetti Marvel, ma forse è un po' più difficile per i fedeli dei film di supereroi. Ant-man non ha poteri suoi propri, è un uomo molto forte e agile che indossa una tuta dotata di una tecnologia che consente di diventare minuscoli o giganteschi. Inoltre Ant-man ha un congegno che gli permette di comandare le formiche, tramutandosi alla bisogna in una specie di generale d'armata.

I lettori dei fumetti di solito sono più smaliziati, più pronti a cogliere certe sfumature o certi non detti. Ant-man è di per sé un personaggio parodistico. Non in senso cattivo, ma all'interno di un mondo in cui esistono gli X-Men, Iron Man, Thor, Hulk e chi più ne ha più ne metta, è evidente che l'Uomo Formica rivesta un ruolo un po' diverso da quello del testosteronico eroe protagonista. Esattamente come Spriderman anche Scott Lang è ironico e tende a sminuire situazioni e minacce. Nel film in particolare si mostra contrario al nome Ant-man, in quanto ridicolo, e il suo addestramento all'uso della tuta punta alla comicità, non all'esaltazione dell'eroe.

Altro elemento portante inscindibile da questo personaggio è l'alternanza di ambientazioni grandi e piccole. Se da un lato è un vantaggio sul piano estetico, dall'altro è un problema per l'azione. In pratica: avere un personaggio minuscolo ti offre la possibilità di collocarlo in ambienti ingigantiti. Quindi tutto diventa un Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi all'ennesima potenza. Visivamente, considerate le attuali tecnologie, gratifica. Il problema, semmai, viene con l'azione, quando Ant-man combatte con avversari di statura normale. In quei casi il combattimento diventa anch'esso parodistico, Ant-man si appende alle canne delle pistole, salta, infligge pugni minuscoli ma fortissimi (che anziché sfondare il cranio delle persone le fanno volare a metri di distanza... ma vabeh... quella è la classica fisica dei supereroi).

Il punto è che non c'è proprio modo di lasciare a casa la commedia.

Linea dritta

Ant-man, nel bene e nel male, punta davvero tutto sul comico. Mi torna in mente Find Me Guilty di Sindey Lumet in cui gli avvocati citavano la massima "Giuria che ride, giuria che non punisce". Ant-man sfrutta lo stesso meccanismo.

La sceneggiatura è firmata anche da Paul Rudd che nella commedia ci ha sguazzato con successo fin dagli inizi della sua carriera (il personaggio di Brian Fantana parla da solo), e anche la regia è stata affidata a un uomo il cui ultimo lavoro è Yes Man, con Jim Carrey.

I tre comprimari, gli amici di Scott, sono personaggi degni dell'universo di Hot Shots: comici e volutamente sopra le righe. Il punto è che i dialoghi, i tempi comici, l'interpretazione e soprattutto il contrasto tra queste cose e la serietà di tutto il resto è ottima. Fa ridere. Ovviamente molto dipende da se lo spettatore è uno in grado di scendere a patti con la solita premessa che nel mondo Marvel la scienza è realistica quanto vedere un unicorno insegnare diritto tributario ai corsi serali. Però funziona.

La giuria ha riso, e la giuria non condanna. Fuori dal cinema sembrava che nessuno avesse fatto caso alla linearità del film, all'assoluta banalità della storia. Mi ero abituato che, dove più dove meno, nel film Marvel ci fosse sempre almeno un po' di conflitto interno (intendo oltre alla necessità di picchiare molto molto forte il cattivo di turno). Spiderman (almeno quello di Raimi) si sforza di raccontare anche il personaggio di Peter Parker e come i poteri influiscano sulla sua vita privata. Gli X-Men sono costantemente di fronte al grande dilemma morale tra parteggiare per i mutanti o farsi garanti dell'ordine degli umani. Anche Capitan America viene messo di fronte alla scelta tra ciò che è giusto e ciò che è legale. In Ant-man questa parte è del tutto assente. Nessun conflitto morale, nessun dubbio su chi sia davvero il buono o il cattivo: c'è un problema, si addestra Ant-man, si risolve il problema. Tutto il tempo risparmiato escludendo dalla storia un qualche tipo di sottotrama è devoluto in beneficienza alla causa della risata che deve ammorbidire la giuria.

Temi e crepe

Ant-man secondo me non affronta un tema in particolare. Si fa più volte menzione al dare una seconda possibilità, al riscatto personale. Tutti hanno qualcosa che temono di aver perduto (o rotto) e vorrebbero riconquistare (o aggiustare). Hank e sua figlia hanno il loro rapporto mentre Scott ha sua figlia a cui vorrebbe dimostrare di essere un eroe.

Quindi il tema c'è ma sta lì, appeso alle scene, non è rappresentato più di tanto e ha una funzione accessoria, giusto per dare un po' più di spessore ad alcune parti. Per il resto è una storia molto molto leggera.

I punti più fastidiosi, almeno per me, sono due.

  1. Scienza - come ho detto altre volte, il cinema della scienza se ne frega. Quando può le porta rispetto, ma più di lì non si va. Un autore deve raccontare una storia e se trova una metafora interessante in un certo argomento scientifico lo usa nella misura in cui serve. Poi ci sono autori più o meno rigorosi, ma in linea di principio non ci si deve mai aspettare eccessivo realismo in un film. Nei film di supereroi meno che mai. Ho accettato ormai da tempo che i film Marvel trattano la fisica nello stesso modo in cui la tratta Dragonball: come un'estranea. Però in Ant-man non so perché alcuni particolari riescono a dare fastidio nonostante io accetti il patto di sospensione dell'incredulità allargato. Ant-man è piccolo ma non fora mai niente, e tutto il discorso di diventare troppo piccoli ("subatomici") l'ho trovato un passo fin troppo lungo.

  2. Caricatura - ho apprezzato la comicità del film, ma dà il meglio di sé soprattutto nei dialoghi. Ci sono certe scene d'azione in cui per me è stata troppo. Il cattivo che combatte con Ant-man nella scenografia del trenino elettrico (è la scena che si vede nel trailer), è un espediente carino... ma non puoi farmi vedere che quello si preoccupa come se il treno fosse vero al punto di pararsi con le mani quando fino a trenta secondi prima stava abbattendo elicotteri con dei laser. La comicità di Ant-man funziona finché appartiene solo allo spettatore, quando i personaggi diventano teatrali l'effetto sbiadisce un po'.

Conclusioni

Tutto sommato è un film discreto, più elementare della media Marvel e molto più comico della media Marvel. Lo consiglierei senza dubbio a tutti quelli che vogliono solo farsi quattro risate e lo sconsiglierei a chi magari aveva la speranza che l'idea di un personaggio minuscolo fosse stata utilizzata in modo più creativo.

Il trailer dà un'immagine perfetta del film. Qualche tempo fa un caro amico mi disse che "E' come se avessero fatto scrivere un film Marvel a Maccio Capatonda". Ecco, calza. Le risate le strappa, alcune situazioni saranno divertenti ma anche fini a sé stesse, il ritmo tiene. Molto probabilmente però, il giorno dopo, già ve ne sarete dimenticati.

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