venerdì 7 agosto 2015

Storie Pazzesche - Relatos Salvajes



Storie Pazzesche (in realtà storie selvagge poiché il titolo originale è Relatos salvajes) è un film argentino del 2014, formato da sei episodi, del regista Damián Szifrón.

Un film grottesco, vivace e divertente. Parla di quando le frustrazioni, per le ingiustizie economico e sociali della moderna società, esasperano l'uomo e il suo lato animalesco prende il sopravvento per soddisfare la voglia di vendetta o per scaricare la rabbia. E' come se ci fosse una linea, sottilissima ma palpabile, a separare la civiltà dalle barbàrie e, subito sotto, una mina pronta a esplodere (i danni del capitalismo) al minimo accenno di perdita dell'equilibrio.

Violenza e tensione ci aspettano dietro l'angolo dell'ipocrisia e basta una scintilla per scatenare l'istinto selvaggio assopito.

Storie Pazzesche si è guadagnato una nomina come miglior film in lingua straniera agli Oscar 2015. Il film è stato prodotto anche da Pedro e Agustin Almodóvar.

La recensione che segue contiene spoilers.


Gli episodi


L'INGEGNER BOMBETTA.

E’ l’episodio migliore del film, nonché il mio nuovo eroe del cuore. Simón Fisher (Ricardo Darin) è un ingegnere esperto e famoso nel suo settore, si occupa di demolizioni di edifici. Un vero artista delle mine. Un uomo tranquillo, onesto, dai sani principi, le sua principale soddisfazione consiste nel sapere di avere compiuto scrupolosamente il suo dovere. Fisher lavora sino a tardi, occupandosi anche di faccende non di sua competenza e la moglie lo accusa di non essere altrettanto disponibile per la famiglia, "Trovi sempre una scusa." gli dice sempre.

L'automobile di Fisher viene rimossa da un carro attrezzi (l'aveva parcheggiata per errore in un posto con strisce di divieto usurate e ormai invisibili) mentre lui è in pasticceria per comprare un dolce, quel giorno c'è la festa di compleanno di sua figlia. Fisher tenterà di far valere le sue ragioni di onesto cittadino allo sportello del Comune ma sia la burocrazia, sia l'indolenza dei pubblici impiegati, faranno fallire ogni suo tentativo di dialogo, un vero e proprio abuso del diritto ai danni del povero automobilista. Fisher, per recuperare la macchina, tarderà al compleanno della figlia, facendo arrabbiare la moglie già sul terreno del divorzio. L'ingegnere, contrario sino al midollo alle ingiustizie, il giorno successivo tornerà di nuovo a discutere le condizioni della sua multa presso la sede del Comune e, stanco di non essere nemmeno ascoltato, esploderà in una reazione violenta fracassando il vetro dello sportello con un estintore. L'episodio di violenza, filmato con il cellulare dagli altri cittadini in fila per pagare le multe, diverrà famoso su internet e Fischer perderà il suo impiego, inoltre l'avvocato della moglie userà l'evento per convincere il giudice a non concedere l'affidamento congiunto della figlia. Fisher senza lavoro, moglie, figlia e stanco dei soprusi decide di parcheggiare la sua auto in divieto di sosta e osserva, con il sorriso, da una vetrina di una pasticceria mentre mangia un dolce, il carro attrezzi che si porta via la macchina. Poche ore dopo l'automobile esploderà danneggiando gravemente il parcheggio della ditta di rimozione ma senza ferire alcuna persona (l'Ingegner Bombetta sa fare i calcoli esatti, è un'artista). Bombita diventa un idolo dei social e del popolo oppresso dalla corruzione dei governanti. L'episodio termina con una festa in carcere, moglie e figlia portano la torta di compleanno al nuovo eroe nazionale. Il piacere di perdere il controllo è stato ripagato.


PASTERNAK.

L'episodio di apertura. Una aneddoto prima di introdurne la trama: il film è antecedente al caso del mass murder del volo 9525 della compagnia Germanwings e, per via delle similitudini con la tragedia avvenuta nelle Alpi francesi, ci sono stati dei problemi di distribuzione nel Regno Unito.

Il critico musicale che lo ha stroncato al suo esame di conservatorio, l'ex fidanzata e modella, un'insegnante eccessivamente severa, l'amico traditore e altri passeggeri legati al passato di Gabriel Pasternak si ritrovano sul medesimo aereo, tutti complici di aver rovinato in qualche modo l'esistenza proprio (guarda caso) a Pasternak. L'hostess, anche lei colpevole, corre preoccupata verso la cabina dei piloti chiusa dall'interno e urla disperata perché il commissario di bordo del velivolo è... Pasternak. Il suo psichiatra interviene e, appiccicato alla porta della cabina di pilotaggio, si scusa per aver alzato troppo le tariffe delle sedute così da aver impedito l'accesso alle cure al suo ex paziente, e poi gli ricorda la grande verità, non è colpa di Pasternak se ha dimostrato comportamenti squilibrati bensì dei suoi genitori.

HASTA QUE LA MUERTE NOS SEPARE.

L'episodio conclusivo, le pazzie di due sposi e le conseguenti reazioni, anche isteriche, degli ospiti e dei parenti. Romina e Ariel festeggiano il loro matrimonio in un lussuoso hotel, sono estasiati e la loro gioia contagiosa si diffonde tra gli amici. Ariel però ha invitato alla celebrazione una sua collega di lavoro con cui ha avuto di recente una relazione, a Romina non sfuggono gli sguardi e le parole complici tra i due e, dopo aver fatto delle pressioni ad Ariel, scopre il tradimento del neo marito. A quel punto la scintilla è scoppiata e inizia il melodramma con urla, accuse, pianti e vendette. Romina, scappata sul tetto dell'hotel, per ripicca farà sesso con uno degli chef, il cuoco si trovava lassù per una semplice pausa sigaretta.

I RATTI.

In un giorno di pioggia buio e tempestoso, una giovane cameriera rimane turbata dall'arrivo nella stazione di servizio con ristorante, di un imprenditore immobiliare e candidato politico. Si chiama Cuenca ed è l'unico responsabile del suicidio di suo padre e della rovina economica e psicologica della sua famiglia. La cuoca, ex detenuta, le propone di farcire il piatto ordinato da Cuenca con del veleno per topi, probabilmente scaduto, ma sicuramente efficace. La giovane è titubante e di fatto lascia intervenire la cuoca al posto suo per portare a compimento la sua vendetta.

I ratti del titolo sono le sanguisughe dell'impasto di Cuenca, senza scrupoli e avidi. E' l'episodio meno convincente, la cameriera si lascia trascinare negli eventi dalla cuoca (perché mai l'ex detenuta dovrebbe tornare di nuovo in cella? Per punire uno sconosciuto?) e rimane una vittima dall'inizio alla fine del corto senza lasciarci altro messaggio se non un 'quella gente se la merita una fine del genere, solo nessuno ha il coraggio di dargli il benservito'. Ecco, la protagonista non abbandona la codardia e, alla fine, ci appare solamente confusa e smarrita.

IL PIU' FORTE.

Diego e Mario, il primo al volante di un auto di lusso super accessoriata, il secondo di una vecchia e scassata macchina di seconda mano. Un banale litigio tra automobilisti, durante un tentativo di sorpasso, si trasformerà in una lotta grottesca all'ultimo sangue. Mario e Diego rappresentano gli antipodi sociali del Sistema. Una società dove i privilegi si ereditano dalla famiglia di origine, si nasce con delle carte vincenti in mano oppure per faticare e far arricchire la cerchia ristretta dei potenti. Il sistema tiene in ostaggio le persone, costringendole in schemi prestabiliti a beneficio di pochi. La vera violenza è l'aver ereditato quelle auto e quelle vite.

LA PROPOSTA.

Santiago, giovane rampollo di una famiglia benestante, investe una donna incinta, uccidendola, e fugge diventando un famoso pirata della strada. Tutti i media ne parlano e sono alla ricerca del volto del responsabile. L'Avvocato di fiducia propone al padre di Santiago di offrire del denaro al giardiniere, lui dovrà assumersi la responsabilità del reato e accettare, in cambio anche della miglior difesa, i conseguenti anni di galera. La situazione si complicherà, Pubblico Ministero, Avvocato e giardiniere inizieranno a ricattare Maurizio, il padre di Santiago, per estorcergli il maggior quantitativo di denaro possibile. Nella società capitalistica tutto ha un prezzo e la corruzione non si ferma nemmeno davanti ai corruttori.

Anni fa lessi un'intervista ad Almodóvar dove dichiarava la sua curiosità per le situazioni grottesche della cronaca nera (quella reale).  Guardare Storie Pazzesche è come aprire un libro illustrato contenente le fotografie e i racconti di situazioni esasperanti, eccessive e dense di humor nero. Probabilmente Almodóvar desiderava un album simile, un luogo fantastico dove fosse concesso l'assurdo per smascherare, attraverso l'ironia, le incoerenze della nostra società. Certo, fa paura, in un attimo potrebbe arrivare la follia.

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