mercoledì 5 agosto 2015

Wrong - se l'hai capito, forse non l'hai visto



Pensate di aver visto tutto? Di essere fichi perché avete una piccola collezione di film nordafricani che avete visto solo voi? Di esservi fatti i muscoli allo stomaco mandando giù ore e ore di horror coreani? Pensate di essere alternativi perché avete (o vi sembra di aver) capito tutti i film di Lynch? Ho una sola risposta per voi: Wrong.

Wrong è un film del 2012 diretto da quel mattacchione di Quentin Dupieux, un musicista francese che già si era fatto notare nel mondo del cinema in particolare con Rubber, un film che ha per protagonista uno pneumatico. Dupieux, tanto per essere chiari, è l'uomo che ha inventato Flat Eric. Direi che non servono altre presentazioni.

Wrong è particolare da ogni punto di vista. La scrittura non è priva di falle ma è brillante, vivace e riesce a stupire quasi sempre. La regia è poco invadente anche se isola continuamente i personaggi dal mondo che li circonda scegliendo inquadrature molto aperte che quindi mettono a fuoco solo il personaggio e lasciano completamente sfuocati i dintorni. La fotografia è satura, carica, e rende lo strano mondo in cui si ambienta la vicenda ancor più surreale. A far da padrone però sono i personaggi. Ognuno di loro, dal protagonista fino all'ultimo dei secondari sembrano caricature distorte di loro stessi, con desideri e mezzi imprevedibili e soprattutto con una capacità impressionante di vedere il mondo a modo loro, negando all'occorrenza la realtà.

Nel momento in cui ho finito di vedere Wrong mi sono sentito perplesso, felice, deluso, divertito. Tutto insieme. Adesso, a distanza di qualche giorno, forse ho capito perché.

Grottesco senza scrupoli

Wrong parla di un uomo, Dolph, che si alza la mattina alle 7:60 in punto (così dice la sveglia) e scopre che il suo cane è scomparso. Preoccupato, si mette in cerca della bestiola... ed è tutto qui. Sul serio. Quello che rende Wrong un'esperienza non è la situazione, è l'ambientazione. Dolph vive in un mondo che è identico al nostro solo privo di quelle placide, immutabili e rassicuranti regole di causa effetto a cui siamo abituati. Mi piacerebbe poter dire che durante la ricerca del cane Dolph entri in una specie di mondo delle meraviglie, ma non è così. La follia serpeggia per quelle strade in piena vista ed è parte della giornata di tutti.

Il vicino di casa di Dolph è un uomo che non ammetterà mai, per nessun motivo, di fare jogging. Ma stiamo scherzando? Lui? Mai. Lui sta partendo, proprio adesso. Va alla ricerca di sé stesso in un posto in cui i problemi non potranno mai più raggiungerlo. Il giardiniere chiama al telefono Dolph (nonostante sia a pochi metri da lui) e gli dice che c'è un problema con la palma. Dovrebbe proprio vederlo. Dolph lo segue nel cortile dietro casa e i due si fermano di fronte a un abete. "Mi sembra evidente che la palma così non va bene" dice il giardiniere "Pensavo di sostituirla". Dolph, ovviamente, accetta l'idea. Non c'è altro da fare.

In ufficio, da Dolph, piove. Sempre. Eppure fuori splende il sole. Dentro però tutti battono al computer, leggono fascicoli e fanno fotocopie sotto un'infinita pioggia torrenziale, come se niente fosse.

Non voglio anticipare nient'altro. Wrong è uno dei film più surreali che abbia mai visto. Siccome non so bene da dove iniziare per commentarlo a dovere, prenderò come riferimento le sensazioni che mi ha lasciato.

Perplessità

Impossibile che non la lasci sulla pelle. Wrong è un film in cui dall'inizio alla fine continui a chiederti "Ma perché...?" e non viene mai data alcuna risposta semplicemente perché i personaggi non sentono alcun bisogno di averne una. Quando arrivi in fondo ti chiedi se hai davvero capito tutto, se non ti sei perso qualche tassello fondamentale. Beh, no. E' così e basta.

Felicità

E' una storia positiva. Una storia in cui la follia è di casa ma senza i suoi risvolti più cupi. Non esistono in questo film dei personaggi davvero negativi, nessuno è mai in pericolo o minacciato dal mondo che lo circonda. E per quanto folli possano essere le azioni che ognuno intraprende verso gli altri, sono sempre intrise di una strana ma sincera solarità. E' un mondo buono.

Io la storia l'ho interpretata (ma ci sono sicuramente molti modi di farlo) come una fiaba. Quando il cane Paul sparisce si spezza un legame affettivo e quindi si crea un torto. L'unica cosa riconoscibile come "normale" all'interno di quel mondo si è spezzata, e allora il protagonista si incarica di rimetterla insieme.

Per tutto il corso della narrazione lo spettatore non si sente mai minacciato, non ha mai la sensazione che il regista lo stia prendendo in giro o che lo stia provocando con un qualche tipo di intellettualismo incomprensibile. Al contrario le metafore sono semplici e le dinamiche sempre molto chiare.

Delusione

Nonostante tutti i vari espedienti visivi, le trovate geniali, le musiche e i dialoghi squisitamente surreali, manca qualcosa. Il senso di delusione non riuscivo a spiegarlo all'inizio ma poi ho dovuto ammettere che alcune parti del film mi avevano annoiato. Brevi momenti, per carità, ma ci sono. Il film si serve di una serie di ingredienti eccellenti ma è privo di un collante adeguato.

Per fare un parallelismo, mi è tornato in mente Gondry. L'Arte del Sogno o anche Eternal Sunshine of the Spotless Mind (di cui disconosco il titolo italiano), sono film surreali dotati di una storia semplice immersa in un'ambientazione dalle regole alterate. In questi casi, però, i vari aspetti surreali concorrono tutti a formare la situazione, a far parte dell'evento portante del film. In Wrong invece sono un po' troppo confinati nel ruolo di semplici sketches, a volte del tutto scollegati dalla vicenda.

Anche Una Pallottola Spuntata ha degli elementi surreali (anche se qui è tutta un'altra logica, con un fine puramente comico che non punta a spiazzare lo spettatore), ma sono tutti inseriti nella trama o, al massimo, avvengono sullo sfondo mentre in primo piano la trama avanza.

Divertimento

Perché è divertente. Soprattutto se hai scoperto questo titolo per caso e ne nasce una visione collettiva con amici. In più di una scena ci siamo trovati a ridere a crepapelle e la frase che ho sentito ripetere più spesso è stata: "Ma dove vuole arrivare?".

I tempi, sia degli attori sia della regia sono perfetti. Sono tutti immersi nel loro mondo (grande interpretazione di William Fichtner) e reagiscono a quel che accade con una naturalezza che permette allo spettatore di godere liberamente dell'effetto comico. Direi che è quasi liberatorio e appena entri nel meccanismo, appena riesci a sintonizzarti con il clima del film, le battute non hanno neanche più bisogno di una preparazione. Un personaggio entra in scena, compie un gesto, e già la risata affiora perché si è capito come funziona quel mondo e sappiamo che stiamo per essere sorpresi.

Dove questo film vince, secondo me, nonostante tutte le critiche che gli si possano muovere, è nella non gratuità del divertimento che offre. Le scene comiche, anche quando si tratta di sketches, non puntano mai a farti ridere e basta. Ogni volta mi sono ritrovato a chiedermi che cosa avesse voluto dire, o come avrei reagito io, o se ci fosse una qualsiasi spiegazione possibile a quel che avevo appena visto. Un film che ti pungola in questo modo una visione se la merita sempre.

In conclusione...

Guardatelo. Ma tenete di conto che non è un titolo per tutti i palati. Se siete di quelli che hanno bisogno della bella storia lineare (che non è un male), allora evitatelo come potete.

Altrimenti però... se vi fanno ridere i Coen, se pensate che Il grande Lebowsky sia una pellicola geniale, se quando riguardate Una Pallottola Spuntata a ancora ridete, ma non per il motivo per cui ridono tutti gli altri... allora guardate Wrong. Perplessità, felicità, delusione e divertimento sono assicurati. Se non vi dovesse bastare tutto questo, aggiungete alcol.

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