venerdì 18 settembre 2015

Fantastic 4 - il disastro è servito



Fantastic 4, in grafica Fant4stic, è un film del 2015 per la regia di Josh Trank che sta rapidamente scavando le classifiche per posizionarsi di prepotenza agli ultimi posti. La critica lo ha salutato come uno dei più brutti blockbuster degli ultimi tempi e uno dei peggiori cinecomic di sempre. Hanno ragione. Il film è mal diretto e mal scritto, interpretato con decenza grazie all'impegno di attori che altrove hanno reso molto, molto di più. Gli effetti speciali sono tra i più scadenti visti in sala negli ultimi anni (a fronte del budget che invece era altissimo), e la storia assolutamente insipida.

Dopo Jurassic World non stupisce che una quantità immensa di soldi possa venir sprecata in una pellicola brutta, ma almeno in quel caso c'erano scene di massa, inquadrature molto vaste di scenari, riprese aeree, molte comparse... c'erano elementi che se non altro identificavano l'ordine di grandezza del film (che rimane comunque orrendo). Fantastic 4 nemmeno questo. E' angusto, stretto, ha pochi personaggi ed è visivamente povero.

E poi la scienza. In un articolo che scrissi sul buon Bottadiclasse a proposito di Interstellar, dissi che il cinema della scienza se ne frega. La usa come materiale narrativo, come fonte di metafore. E' vero. Ma dissi anche che il cinema cerca di portargli rispetto, per quanto possibile, almeno nella misura in cui vuole garantirsi coerenza. Insomma, se voglio trattare di fantascienza posso anche inventarmi che uno abbia inventato il teletrasporto (lo spettatore può darlo per buono), ma se metto in scena degli scienziati allora devono comportarsi come tali. Almeno un po'. Le basi.

Con calma. Partiamo dalla trama.

Trama

"Avrei tanto voluto essere adottato anche io. Perché in famiglia proprio non ci capiamo."

Iniziamo da qui. Da questa lucida e nemmeno eccessiva frase buttata là durante una pausa lavoro. A pronunciarla è Richard Reed, futuro Mr. Fantastic. Ora però facciamo un passo indietro.

Un piccolo Reed sta scarabocchiando numeri a caso su un quaderno nel giorno della carriera. Si tratta di uno di quegli eventi che si vedono spesso rappresentati nei film americani in cui i bambini sono chiamati alla cattedra per dire alla classe cosa vorrebbero fare da grandi. Campione di football, commercialista, aprire un blog di cinema... Reed sale e dice:
"Bon. Io vorrei essere la prima persona al mondo a teletrasportarmi."
Il suo insegnante è un uomo ragionevole e pacato e quindi risponde: "Reed. Non dire cazzate."
"Ma è vero!" dice lui "E' già possibile teletrasportare informazioni, perché non le persone?"
Lungo sospiro del docente: "Facciamo così... tu adesso inizia a scrivere tutte le differenze tra un'informazione e una persona. Tipo le braccia, la vita, la nonna... intanto io vado un attimo di là a spezzare le rotule al prof. di fisica, ok?"
"Ma io ho già costruito il teletrasporto! E' nel mio garage!"

La scena finisce prima che il professore gli apra la gola con la penna. Tuttavia un piccolo compagno di classe ha ascoltato affascinato la valanga di idiozie di Reed. Si tratta di Ben Grimm, futuro La Cosa. Questi ritrova Reed che ruba nella discarica gestita dalla propria famiglia. Reed si difende dicendo che sta solo cercando dei pezzi per ultimare la macchina del teletrasporto e che se vuole gliela mostra. E' chiaro a tutti che, se uno ricevesse un invito del genere, dovrebbe dire semplicemente "No, grazie" e correre ad avvertire mamma e la polizia, ma Grimm invece accetta. Che la Piccola Cosa non sia proprio sveglio lo si capisce dalla frase di saluto che rivolge al suo compagno di classe: "Ehy ma io... ti ho visto a scuola. Sei Reed."
Già. Il tuo compagno di classe. Quello, sai... in classe con te.

Garage, macchina del teletrasporto: un vassoio rotante collegato a circuiti e schede elettriche. Reed mette sul vassoio il modellino di una macchina e accende tutto. Rumore assordante, un piccolo globo di luce, una sorta di esplosione. Il modellino scompare e al suo posto appare una pietra. Reed dice che non ha idea da dove provenga, sicuramente dal luogo in cui è finita la macchina. La città intanto è andata in black-out perché il garage di Reed a quanto pare consuma un tot.

Il film fa un salto in avanti di una decina d'anni. I nostri due eroi sono in età universitaria e sono in concorso per un piccolo premio scientifico scolastico. Ovviamente Reed ha portato lì il teletrasporto e Grimm gli fa da valletto. La accendono per una dimostrazione, fanno sparire un aereo giocattolo che riappare ammaccato e pieno di sabbia. Il rumore emesso dal macchinario provoca danni nella stanza. Un uomo, uno straniero, resta intrigato da quell'invenzione. Si avvicina e fa le classiche domande che faremmo tutti:
"Interessante. Come funziona?"
"Ah, e io che ne so. Ho solo montato a caso dei pezzi rubati in una discarica di automobili."
"Giustamente, così si fa la scienza. E senti... questa sabbia che è?"
"Ah, e io che ne so. Ti sembro un sabbiologo? Io teletrasporto cose."
"Sì, certo, chiaro. Ma dove vanno le cose..."
"Ah, e io che ne so. Sono forse io il guardiano delle mie cose? Senti, sei qui per fare polemica o per darmi dei milioni per diventare famoso?"
"Per carità... sono qui per i milioni, certo. E' che mi chiedevo com'è che in dieci anni tu non ti sia mai chiesto come minchia funziona la tua stessa macchina o non abbia mai fatto analizzare la sabbia, le pietre... voglio dire... e se fossero pericolose?"
"Che palle, vecchio. Dove sono i milioni?"
"Eccoli."

No, un momento. Non è andata così. Il vecchio in realtà è il dr Storm che dice solo: "Ah, hai invertito l'antani col tarapia tapioco. Ecco perché a noi (che teletrasportiamo cose a caso ormai da tempo) non ci riesce di riportarle indietro. Interessante. Tieni dei milioni."
Ecco. E' andata così.

Per farla breve, Reed si trasferisce in un grande istituto dove da tempo teletrasportano cose. Un altro ragazzo, Victor Doom (futuro Dr. Destino) ha sviluppato la sua stessa idea ma in modo incompleto. Storm vuole che i giovani collaborino per completare la ricerca. Doom attualmente è caduto in una forma di depressione adolescenziale (Nessuno-mi-capisce-tutto-mi-fa-schifo) e passa il tempo davanti al computer ma con le mani sul tavolo. Nel gruppo di ricerca c'è anche Susan Storm (futura Donna Invisibile), figlia adottiva del Dr. Storm, scienziata di non ben precisata qualifica e molto brava a notare gli schemi, almeno finché ascolta Fedez con l'ipod.
E Grimm? Grimm non è un genio quindi torna nella discarica. Senza i milioni. 'Sto pezzente.

Mentre le ricerche avanzano il dr. Strom riceve una chiamata dalla polizia. Suo figlio naturale, Johnny (futura Torcia Umana), ha avuto un incidente mentre faceva lo stupido col freno a mano su una macchina che aveva costruito lui stesso. Auto che tra l'altro si spegne appena parte, ma vabeh. Siccome è il figlio di Storm, come punizione Johnny dovrà lavorare come meccanico all'interno del super centro di ricerca assemblando il macchinario che un giorno diventerà il primo teletrasporto dimensionale della storia. E Grimm? Grimm non è figlio di nessuno, quindi anche se non cazzeggia con il freno a mano in autostrada resterà nella sua discarica. Quel pezzente.

Ah, c'è un altro fatto importante. Storm padre due domande su quel terriccio che torna sempre indietro negli esperimenti di teletrasporto se l'è fatte. Quindi lo ha analizzato e non è di questa terra. Il teletrasporto altro non è che un sistema per vistare un altro pianeta, un luogo che potrebbe essere pieno di risposte e risorse utili a salvare la Terra dall'inquinamento. Per questa ragione il lucidissimo dr Storm dice ai baldi giovani che non appena avranno finito il macchinario saranno loro stessi a visitare quel pianeta. Tutto in da house.

Finiscono il congegno. Il giorno dopo arriva una delegazione dei servizi segreti americani ed ecco che entra in scena il cattivo. Un uomo terribile, odioso, malvagio. Appena apre bocca senti subito gelarti il sangue per via dell'orrore che pronuncia:
"Bravi ragazzi. Però il test lo facciamo fare a dei professionisti addestrati."

Panico. Odio. Il sistema americano vuole togliere la soddisfazione del primo viaggio interplanetario a dei ragazzini bravi con la fisica e a un meccanico per farlo fare a degli astronauti specializzati. Maledetti bastardi. Ora... torniamo un momento alla frase iniziale:"Avrei tanto voluto essere adottato anche io. Perché in famiglia proprio non ci capiamo."
Mr Reed, se tu per qualche ragione fossi stato senza genitori naturali, nessuno ti avrebbe preso. Mai.

Ma i ragazzi non li fermi. La gioventù non è una forza che il sistema può combattere. Soprattutto se il sistema lascia incustodito un macchinario capace di aprire porte su altri mondi. Durante la notte, ubriachi, i ragazzi decidono di fregarsene e di fare loro il primo viaggio da soli. Chiamano anche Grimm, probabilmente nell'eventualità che serva carne da macello. L'attivazione di un congegno che usa milioni di miliardi di decine di cubi di energon per funzionare non può passare inosservata, giusto? Giusto. E infatti si accende una spia rossa. Su un computer solo. Quello di Susan.

I ragazzi intanto sono giunti sull'altro pianeta. Si tratta di un luogo ameno, pieno di crepe fluorescenti sul terreno e di pozze luminose e improvvisi crepacci. Una pacchia per la pro loco. Loro ovviamente sono lì senza alcuna strumentazione, quindi fanno due passi, giocano a un due tre stella e finiscono in una pozza. La loro presenza scatena una sorta di terremoto e mentre Reed, Grimm e Storm riescono a tornare indietro, Doom rimane sul pianeta alieno. Questa fase di ritorno è piuttosto strana. Le capsule si rompono e in poche scene la sublime sottigliezza del regista ci dà degli indizi su quali saranno i poteri dei personaggi. Nell'abitacolo di Grimm entrano sacchettate di rena. Sembra che si stia facendo una doccia con la lettiera per gatti, o che un esercito di ragazzini gli stia buttando addosso pietre. Quello di Storm prende fuoco. Ma sono solo così... vaghi accenni.

Comunque la botta di energia che accompagna il rientro del congegno investe anche Susan. Dopo una breve scena di loro sotto le macerie e della città in black-out (classico Reed), tutti perdono i sensi e si svegliano in una zona segreta militare. Reed è legato, braccia e gambe lunghissime. Storm è infuocato, ecc ecc...
Durante la notte Reed sente le urla strazianti di Grimm e si libera per andarlo a trovare. Vede La Cosa ma viene individuato dai soldati e quindi si dà alla fuga. A chi resta viene offerto di collaborare con le forze armate che in cambio si impegnano a trovare un modo per curarli. Bene. Un anno dopo...

Un anno dopo si riforma la squadra. Inizia una breve e inutile sequenza in cui si cerca di raccontare che Reed non si è fatto sentire per via del senso di colpa e che vive da nomade, attento a non lasciare tracce. A Susan però fanno ascoltare Fedez, quindi lei torna a capire gli schemi e lo becca subito. Con il ritorno di Reed i 4 sono finalmente riuniti. Il motivo per cui volevano recuperare Mr Fantastic è che il macchinario non funziona e non riescono a ripararlo. Con lui sarebbe possibile e forse, in quel luogo lontano, si potrebbe trovare la cura ai loro superpoteri.

Esaminiamo con calma questo concetto. Trovare la cura ai loro superpoteri. Ora io posso capire La Cosa, davvero... ma alla Torcia Umana e Mr Fantastic che gliene frega? E infatti non ne sentono per niente il bisogno. Solo Susan, non si sa perché, trova questo fatto di poter volare, diventare invisibile, rendere invisibili gli altri e creare campi di forza una scocciatura enorme. Davvero. Molto meglio passare l'infanzia in una discarica.

Comunque riparano la macchina e mandano una squadra di esperti sul pianeta. Tra l'altro... pensavo... ma l'abitudine di inviare sonde e robot che prelevano campioni e si sparano dei selfie non va più di moda? Questi astronauti incontrano il mutato Victor, ormai Dr Doom, che sembra in fin di vita. Lo soccorrono e lo portano indietro. Anche Doom viene legato a un lettino e l'uomo della Cia, quell'essere tremendo e orribile, gli si siede accanto:
"Ciao Vic. Come va? Tutto bene? Sei ancora vivo quindi... insomma... un gran culone. Oh, senti, ti si è fusa addosso la tuta spaziale. Ma è roba da nulla, due colpi di bisturi e passa tutto. Mi dici il segreto dell'altro pianeta? Mh?"
Doom chissà perché perde la pazienza e uccide mezza base militare. Scattano le procedure di sicurezza e tutte le porte si aprono per l'evacuazione permettendo anche ai 4 fantastici di uscire e ritrovarsi. Doom vuole distruggere il mondo perché "E' troppo sporco, bada lì che schifo. Se non vi ammazzo tutti verrete a buttare cartacce anche sul mio nuovo pianeta."

Reed dice che il Destino è più forte di ognuno di loro singolarmente, ma non di tutti loro assieme. Quindi combattono insieme e dopo una dei più brutti combattimenti mai visti in un film di supereroi, vincono senza feriti. In chiusura li vediamo mercanteggiare con alti ufficiali americani per ottenere un centro di ricerca dove lavorare e addestrarsi.

Il regista

Josh Trank è un regista dell'84 che nel 2011, quindi giovanissimo, diresse l'interessante Chronicle. Un film non perfetto ma degno di nota che metteva in scena una situazione alla Misfits, in cui un gruppo di ragazzi normalissimi ottiene dei superpoteri. Il film è essenziale, spiega non più di ciò che deve e si concentra sull'aspetto psicologico. Di fronte a un cambiamento così radicale c'è chi si prende paura e chi impazzisce, chi diventa egoista e chi si preoccupa per gli amici.

Ora... questo potrebbe portarmi a pensare che Trank sia serio quando dice che lui aveva in mente tutt'altro film ma la produzione gli ha legato le mani. Forse. Però il caro Trank non era solo quando ha lavorato su Chronicle. Soggetto e sceneggiatura sono di Max Landis, figlio di John Landis, che non penso si privi dei consigli del padre, di quando in quando. Guarda caso invece, su Fantastic 4 Trank era affiancato da Kinberg, noto per xXx 2, Mr & Mrs Smith e X-Men: Giorni di un futuro passato. Film che possono pure piacere, ma non proprio delle perle rare. Il produttore cattivo poi, uno di quelli che gli avrebbe impedito di realizzare un capolavoro, è Matthew Vaughn (Lock & Stock, The Pusher, Stardust, Kick-Ass, ...), uno non proprio incapace di sentire il polso di pubblico e critica.

Josh Trank ha anche visto naufragare un progetto che avrebbe dovuto dirigere su uno spin-off di Star Wars. Lui afferma si tratti di una sua scelta ma diverse voci dicono sia stato a causa della sua pessima performance come regista sul set di Fantastic 4.

Conclusioni

Per non tirarla per le lunghe: no. Magari uno potrebbe dire... no. Fantasic 4 è semplicemente un brutto film. I personaggi sono appena accennati, delle macchiette che fanno il minimo sindacale per portare avanti una storia senza colpi di scena, prevedibile e scontata. Non ci sono dubbi, non ci sono scelte, mancano quegli elementi utili a coinvolgere lo spettatore.

Come film d'azione fallisce nel momento in cui la regia si fa così confusa e insipida, incapace di trovare soluzioni per mettere in scena i poteri dei personaggi e le loro imprese con un minimo di originalità. Come film di effetti speciali fallisce nel momento in cui si è scelto come programma il Paint. Mi spiace per gli attori, i quali hanno dimostrato in altre occasioni una certa bravura. Dalle interviste emerge che anche loro non sono affatto stupiti del flop.

Le relazioni tra personaggi sono inesistenti, mal condotte, abbozzate giusto per giustificare la presenza di tutti nell'inquadratura. Non avrei mai pensato di dirlo ma... erano meglio le precedenti trasposizioni.

3 commenti:

  1. E' incredibile, alcuni super eroi sono proprio condannati ad avere brutti film...

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  2. Condannati non lo so... ma alcuni partono decisamente svantaggiati. Forse ci sarebbe bisogno di una produzione disposta a prendere le distanze dal fumetto in modo più deciso, no?

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  3. Quello che vedo io è che con le serie tv le produzioni hanno potuto concedersi più margini di manovra, col cinema devi fare felici il maggior numero possibile di spettatori, quindi appiattisci tutto. Con le sere tv... beh, Daredevil ne è un esempio

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