mercoledì 2 settembre 2015

Minions - recensione senza banana



I minions compaiono per la prima volta sullo schermo nel film d'animazione Cattivissimo Me (Despicable Me), nel 2010. In questi giorni, per la regia di Pierre Coffin e Kyle Balda, è in sala Minions, lo spin off dedicato a loro.

Cosa siano i Minions non c'è bisogno di spiegarlo. Sono ovunque, in ogni luogo e in ogni contesto, sono il materiale perfetto per immagini comiche su internet ed esistono sotto forma di animazioni, pupazzi, giocattoli, adesivi e chi più ne ha più ne metta.

Il loro successo è ragionevole e meritato. I minions nascono come spalle comiche di Gru, protagonista di Cattivissimo Me, personaggio atipico ma ben scritto di un film che parla di tante cose senza mai rinunciare a far ridere. Non che sia stato un capolavoro, ma Cattivissimo me era riuscito a far coesistere più letture e ad accontentare più tipologie di pubblico.

Diamo una rapida occhiata a cosa è accaduto con Minions. Prima però è bene precisare che il successo al botteghino è stato sconfinato. Sul serio. Nel primo week end hanno superato i 7 milioni di euro in Italia e il miliardo di dollari su scala mondiale. Prendetevi pure un attimo per riordinare gli zeri.

Gli spoiler che seguono non impediscono in alcun modo la fruizione della trama. E questo già la dice lunga.

Trama (con qualche spoiler)

La storia è ingarbugliata quanto inesistente.

I minions si sono evoluti nel nostro pianeta insieme a tutte le altre forme di vita. Fin da quando erano semplici organismi monocellulari hanno sempre cercato di vivere assecondando e servendo le creature più cattive del creato. Con il passare delle ere e la nascita delle civiltà umane, individuare un cattivo che sapesse spiccare sugli altri divenne difficile ma i Minions non smisero mai di cercare. Per una serie di goffaggini sono gli stessi Minions che, in molti casi, fanno finire male i loro padroni, fino a ridursi senza più un capo da seguire. Tristi e umiliati si ritirano in una caverna di ghiaccio dove trascorrono molti molti anni.

Il minion Kevin decide di tentare il tutto per tutto, uscire dalla grotta e trovare un vero cattivo. A seguirlo sono il piccolo Bob e Stuart. I tre minions arrivano in città, a New York, nell'anno 1968. Qui iniziano la loro ricerca, gag dopo gag, fino a imbattersi casualmente nella notizia che in Florida si terrà un'importante riunione di supercattivi. I minions fanno l'autostop e gag dopo gag arrivano in Florida, dove si imbucano al convegno.

Qui, gag dopo gag, i Minions riescono a incontrare Scarlett Sterminator, l'attuale campionessa dei supercattivi. Lei sta cercando scagnozzi e propone una gara che, gag dopo gag, vincono i minions. Scarlett li porta a casa con sé e gli affida una missione come prova del fuoco: vuole che le tre piccole crocchette di patate rubino la corona della Regina d'Inghilterra.

Gag dopo gag i tre minions falliscono il furto ma Bob riesce (estraendo la Spada dalla Roccia) a farsi incoronare Re. Scarlett lo prende come un tradimento e va a punire i Minions che però le cedono subito la corona. Scarlett accetta la corona ma comunque non li perdona e li condanna a restare chiusi in cantina. I minions vogliono assolutamente farsi perdonare, quindi evadono solo per potersi scusare con Scarlett. Gag dopo gag riusciranno involontariamente a rovinare tutti i sogni di Scarlett ma, sul finale, a incontrare per la prima volta il giovanissimo Gru.

Minions, gag dopo gag

I minions non parlano una lingua precisa, è una specie di grammelot. Il senso generale si capisce e in un paio di punti il film ci aiuta con dei sottotitoli. La comicità è completamente affidata alle scene dei piccoli amici gialli che raramente lasciano lo schermo. Non che sia un male, per carità, il film si intitola minions e la gente è al cinema per vedere dei minions.

Ecco, diciamo però che questa cosa segna un primo grande bivio. Se siete di quelle persone assolutamente innamorate dei minions, tipo che li avete messi come sfondo del cellulare, come desktop, come portachiavi... allora avete ottime possibilità di godervi questo film e di ridere per tutto il tempo. Ma dovete essere degli appassionati, davvero, altrimenti non c'è modo di affrontare il discorso senza ammettere che la storia è disarticolata, vuota, priva di interesse. In pratica Minions non parla di niente e quel poco che racconta non si cura neanche di metterlo a fuoco come dovrebbe.

La storia della ricerca del supercattivo, di Scarlett e del suo sogno di regnare è un semplice pretesto per legare insieme le scene, gag dopo gag, e trovare sempre un modo per mettere i minions in nuovi ambienti e nuove situazioni.

Più minions dei minions

In Cattivissimo Me c'era Gru, un personaggio intelligente, ironico e ambizioso che faceva da punto di vista sulla storia. Gru segnava lo zero comico, il punto di riferimento. Tutti gli altri potevano comportarsi da stupidi e far ridere il pubblico perché tanto c'era lui a tenere in piedi la baracca. L'esistenza di Gru è l'elemento che ricorda allo spettatore che tutto è ambientato in un mondo normale. Per questo certe situazioni fuori dalle righe facevano ridere.

In Minions questa logica manca. I protagonisti sono Kevin, Stuart e Bob e tra di loro soltanto Kevin dimostra una minima e altalenante capacità di comprendere il mondo; e solo raramente. Va da sé che se sono loro a fare da zero comico allora tutti gli altri per far ridere devono essere più ridicoli di loro, più minions di loro. Scarlett è isterica, il suo fidanzato è stupidissimo, gli altri supercattivi non riuscirebbero unendo le loro menti a eguagliare un'arachide.

Alcune trovate sono carine, l'animazione è eccellente, i colori un po' troppo sparati ma va bene, ci sta. Però alla lunga tutto diventa troppo: troppo ridicole le scene, troppo costante il ritmo, troppo slegate le situazioni, troppo gratuite certe uscite.

Conclusioni

Non c'è molto da dire su questo film che ha sfondato il miliardo di incassi. Credo che la voglia di andare al cinema e vedersi novanta minuti di minions abbia spinto in sala anche chi non ci va quasi mai, con enormi carovane di bambini al seguito. Credo anche che nessuno che abbia amato i mininos in Cattivissimo Me abbia voluto rinunciare a vederli, magari anche solo per curiosità, sul grande schermo. Non mi stupisce che abbiano fatto il botto.

Però non mi stupiscono neanche le critiche negative che sono fioccate fin dal primo giorno. In generale tutti riconoscono la bontà dell'animazione, delle musiche, la sottigliezza delle innumerevoli citazioni cinematografiche (da Il Grande Dittatore di Chaplin a tantissimi altri); però il film resta una grande occasione sprecata.

In Cattivissimo Me i minions non erano soltanto goffi aiutanti. Erano anche dolci, commoventi. Tutta quella parte è mancata proprio a causa dell'assenza di una storia decente, e i gialli protagonisti si sono ridotti a divertenti e ipercinetiche figurine che magari fanno anche ridere, ma gag dopo gag. E non sempre.

Forse gli autori si sono concentrati su altri scopi, sulla creazione di un film per bambini che non disturbasse minimamente i genitori e che potesse essere fruito anche da chi non frequenta normalmente le sale. Beh, obiettivo perfettamente centrato. Per quanto mi riguarda, aspetto e incrocio le dita: il terzo capitolo di Cattivissimo Me è previsto per il 2017 e mi auguro che non subisca un trattamento simile.

Piccola nota di doppiaggio

In originale abbiamo: Sandra Bullock, Jon Hamm, Micheal Keaton, Steve Carell, Geoffrey Rush, Hiroyuki Sanada... Nella versione italiana abbiamo: Luciana Littizzetto, Fabio Fazio, Riccardo Rossi, Selvaggia Lucarelli, Alberto Angela.

Dài... Davvero?

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