lunedì 7 settembre 2015

Mission: Impossible - Rogue Nation



Mission: Impossible - Rogue Nation è l'ultimo capitolo uscito della fortunata serie di film ispirati all'omonima serie tv degli anni '60. L'ho visto con aspettative piuttosto basse e mi sono ritrovato, invece, alle prese con un film piacevole, che non si prende troppo sul serio e con una comicità ben calibrata, affidata a tutti i personaggi invece di appoggiarsi interamente sulle spalle di Simon Pegg. Le scene d'azione funzionano, l'intreccio non è male e i personaggi, per quanto un po' piatti, danno quanto promesso allo spettatore.

La regia è di Christopher McQuarrie, uno sceneggiatore e regista (compagno di studi di Brian Singer) per cui "incostante" forse è la definizione migliore. Nel senso che ha scritto I Soliti Sospetti, ma anche Operazione Valchiria. E anche The Tourist. E il tremendo Il Cacciatore di Giganti. E però anche Edge of Tomorrow. Incostante, via...

Mission: Impossible - Rogue Nation restituisce un po' di spirito da film di spionaggio al quinto capitolo di una saga che aveva virato decisamente sull'azione. Qui non si cerca di mantenere sempre la tensione altissima e ci sono punti in cui il ritmo rallenta o viene smorzato da una qualche sfumatura di commedia. Risalta, in compenso, il gusto di ricostruire la strategia dei personaggi e di non sapere, fino alla fine, quale sarà la trovata che metterà nel sacco il cattivo.

Trama (senza spoiler)

Ethan Hunt è una spia ormai leggendaria, ancora in forma ma certamente con qualche anno sulle spalle. Da qualche tempo lui e la sua squadra (l'I.M.F., Impossibile Mission Force) cercano di svelare il mistero che si cela dietro a una complessa e potente organizzazione criminale segreta chiamata Il Sindacato. Questo nemico si rivela molto ramificato, abbastanza da essersi infiltrato anche tra i servizi segreti regolari. Hunt quindi è di nuovo nella situazione di non potersi fidare di nessuno tranne che dei suoi vecchi compagni di squadra.

Solo e armato più che altro della sua lunga esperienza sul campo, Hunt indaga per proprio conto, braccato sia dalla CIA che dal Sindacato. Nel corso delle investigazioni conosce la bella Ilsa, forse amica o forse nemica, e cercherà una strategia per battere d'astuzia il suo avversario.

Semplice ma efficace

Essere originali non significa per forza essere innovativi e rompere ogni schema per trovarne di nuovi. Anche. A volte. Ma non sempre. Originale è anche chi si confronta con le origini e a quelle si attiene per realizzare qualcosa che sia "autentico", che appartenga a un genere.

Mission: Impossible - Rogue Nation è un film di spionaggio con delle buone scene d'azione. L'antagonista, molto potente, obbliga i buoni a strategie complesse e a utilizzare tutte le risorse in loro possesso. Ci sono inseguimenti con ogni mezzo conosciuto tranne i pattini, combattimenti a mani nude, sparatorie, pedinamenti e tecnologie avanzatissime mimetizzate in oggetti d'uso comune. Ho trovato gradevole che l'azione non sia mai tirata per le lunghe, senza scazzottate eterne o falsi momenti di tensione. Si prendono il tempo di cui hanno bisogno ma quando devono concludersi si concludono anche molto bruscamente, senza complimenti e senza troppe concessioni. Altra punto interessante è la storia tra lui e lei, che non diventa mai una "questione d'amore" ma resta sul piano della fiducia e della responsabilità professionale.

Mission: Impossible - Rogue Nation non offre grandi spunti di novità. L'impianto è classicissimo così come la storia e i personaggi. Ha il pregio di mettere in scena situazioni "lente" che non cercano il montaggio sincopato e l'adrenalina ad costo ma giocano sulle circostanze, gli imprevisti e la coordinazione tra le varie linee di trama.

Comicità

Funziona. La prima cosa che si vede è un ridicolo Simon Pegg vestito da cespuglio che spia un aereo e non riesce ad aprirne a distanza il portellone. Temevo un sovraccarico di elementi comici su di lui, di ritrovarmelo come la macchietta che ti strappa la risata mentre tutti gli altri fanno i duri. Per fortuna non è andata così. Il suo personaggio, Benji, è il tecnico della squadra ma non per questo dimostra meno coraggio o dedizione al dovere. E' motivato, convinto, disposto a rischiare per i propri amici e colleghi. Allo stesso modo tutti gli altri hanno dei brevi momenti, spesso delegati a una singola espressione o gesto, di commedia. Poco di meno e il film si sarebbe preso troppo sul serio. Poco di più e sarebbe stato demenziale, eccessivo.

In questo modo il film assume un tono rilassante, scanzonato, senza per questo abbattere i momenti di tensione.

Quasi finto

Alcune scene sono girate con dei cambi di fuoco o con un montaggio che mette in netto risalto un elemento rispetto agli altri, così come certi momenti in cui i personaggi parlano in auto o per strada sono realizzati in modo che lo sfondo si percepisca molto sfocato. Dal momento che certi fatti non accadono mai per caso, è evidente che il regista ricercava quel tipo di estetica, forse per strizzare l'occhio ai classici film di spionaggio.

Il quasi finto è l'arma finale di questo film, così come era l'arma finale della serie originale di Mission: Impossibile. La consapevolezza che quel tipo di spionaggio è squisitamente cinematografico si immerge in un contesto ironico, intessuto su misura, e permette il giusto gradi di sospensione dell'incredulità.

Forse ci voleva qualche anno in più da parte di Tom Cruise per lasciare a casa un po' di testosterone e vedere che cosa succede a rallentare i ritmi.

Conclusioni

Lo consiglio. E' un film che potrebbe, per una volta, accontentare sia coloro che vanno al cinema per spegnere il cervello sia coloro a cui piace notare i dettagli e cercare un livello di lettura in più. Sia chiaro che non è un capolavoro e che non cela chissà quale tema, però sa divertire e sa farlo senza dare dello stupido a nessuno con battute banali o trovate fuori luogo.

Leggermente anacronistico nella sua forma generale, è un Mission: Impossible che integra un minimo di James Bond, senza rinunciare a una tecnologia futuristica ma (stavolta) non determinante.

Ah... il finale lascia ampio spazio a un seguito, già in produzione, che dovrebbe uscire in sala nel 2016.

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