mercoledì 9 settembre 2015

Un'occasione da dio. Sprecata.



Un'occasione da dio (Absolutely Anything) è una commedia inglese del 2015 per la regia di Terry Jones, meglio noto per essere uno dei Monty Python. Jones è anche autore di libri per ragazzi e questo film si allinea con quel tipo di narrazione.

Absolutely Anything ha molto a che fare con Una Settimana da Dio, le trame e gli elementi del film si somigliano tanto che il confronto risulta inevitabile. Una Settimana da Dio mi lasciò con sensazioni contrastanti: mi ero divertito ma sapevo di aver appena assistito a una storia che paraculava senza pietà temi molto grandi per asservirli a ciò che alla fine voleva raccontare, una storia d'amore. Absolutely Anything fa l'esatto contrario, inserendo una storia d'amore in un contesto di ordine cosmico.

In linea di massima non consiglio questo film. Anche relativamente al genere film per bambini è un titolo debole, che sul grande schermo soffre. Ha tutto l'aspetto, il ritmo e la semplicità (nel bene e nel male) di quei titoli che passano la domenica mattina in televisione, in cui tutto è esplicitato e quel che vedi sullo schermo è esattamente quello che il film vuole dirti.

Le note positive sono Simon Pegg (presente anche in Mission: Impossible - Rogue Nation) che si riconferma un attore notevole in grado di tenere in piedi anche una commedia stiracchiata; e l'assenza di Dio. Mi spiego... Una Settimana da Dio metteva nel mezzo Dio. Proprio lui. Morgan Freeman. Il fatto che i poteri del protagonista fossero divini nel vero senso della parola poteva facilmente sbalzare lo spettatore fuori dalla storia e nel peggiore dei casi poteva anche farlo indispettire. Si tratta di Dio quindi non c'è niente di impossibile e invece Bruce sembrava Peter Parker alle prese con le prime ragnatele che gli appiccicano le dita. Qui il problema non si pone: i poteri hanno origini aliene e il protagonista è chiamato a un inconsapevole test per la salvezza del mondo.

La laicità toglie di peso e di pretenziosità al film, ed evita di restare delusi in quei termini. Non vuole essere niente più di ciò che è. Il punto, semmai, è che quel che è non è poi molto.

Trama (qualche spoiler)

Neil è un professore di liceo, un aspirante scrittore e, nonostante sia intelligente e di buon cuore, un insicuro. E' innamorato della sua vicina di casa ma non ha mai osato fare il primo passo.

Spostiamoci nello spazio. Un'astronave gigantesca a forma di medusa galleggia nel vuoto. A bordo ci sono degli alieni, i quali dicono di far parte di un consiglio intergalattico per la difesa della moralità universale. A quanto pare questi strani figuri si spostano di pianeta in pianeta e ogni volta che si imbattono in una civiltà la sottopongono a un esame. Se l'esame fallisce la distruggono.

Questo test consiste nel donare a un abitante a caso del pianeta un potere divino, con il quale potrà fare "assolutamente tutto". Neil viene scelto a caso e si ritrova con la capacità di esprimere qualsiasi desiderio e avverarlo solo agitando la mano. E che cosa fa Neil con questo potere? Assolutamente niente. Inizialmente provoca la morte dei suoi studenti ma subito riavvolge il tempo perché non sia mai accaduto. Li trasforma in studenti modello, poi si fa benvolere del proprio capo e ordina alla donna amata dal suo migliore amico (ma che lei odia) a ricambiarlo. Ah, fa anche parlare il suo cane e ha il buon gusto di donargli la voce di Robin Williams (doppiare questo film è stato il suo ultimo lavoro cinematografico).

Una sera Neil comanda che la sua vicina, Catherine, si innamori di lui ma non sa che in quel preciso istante un problema sull'astronave aliena ha interrotto i suoi poteri. Contemporaneamente lei decide di andare da lui e baciarlo, per motivi del tutto indipendenti e solo casualmente allineati. La nascita della loro relazione fa indispettire l'odioso e stupido ex di Catherine che affronta Neil, ne scopre le capacità e quindi riesce a rapirlo obbligandolo a soddisfare i propri desideri. Desideri stupidissimi, ovviamente.

Neil riesce a liberarsi a mettere le cose a posto. Il suo ultimo desiderio sarà ciò che permetterà al pianeta di salvarsi dalla distruzione aliena.

Ingenuità

I punti sono due. Il primo è la comicità. Sull'abilità di Pegg non ci sono dubbi, così come Jones ha già dimostrato di avere ottime doti (ha pur sempre scritto e diretto Brian di Nazareth, Monty Python - il Senso della Vita e sceneggiato Labyrinth), e proprio per questo posso dire senza problemi che la comicità di Absolutely Anything è molto al di sotto di entrambi questi personaggi.

Sembrerebbe che la voglia di realizzare un film per bambini che fosse leggero, politicamente corretto e assolutamente privo di qualsiasi elemento disturbante abbia prevalso sul buon senso. Intendiamoci... ci sono momenti che fanno sorridere, a volte anche ridere, ma sono interamente debitori alla mimica di Pegg o alla voce di Williams (e del suo alter ego italiano Carlo Valli). Faccettismo a parte resta pochissimo e anzi, alcune scene risultano quasi imbarazzanti tanto è estremo e ingenuo il tentativo di strappare la risata.

E ora il secondo punto.

Nessun problema

In Un'occasione da dio non ci sono problemi. Quasi mai. Tutto si risolve con un gesto della mano e l'unico problema è pronunciare nel modo giusto il desiderio perché il super potere alieno tende ad essere molto, molto, molto letterale. Se questa meccanica permette qualche gag divertente, fa anche sì che per tutto il film lo spettatore continui a chiedersi quando è che parta la storia.

All'inizio ci si aspetta un conflitto alla Una Settimana da Dio, con la donna che si innamora a causa del potere e non per sua volontà, e conseguente dilemma morale. Invece no. Non solo lei si innamora per i fatti suoi ma Neil (che invece è convinto di averla conquistata grazie al potere) non ha mai né un dubbio né un senso di colpa. Anche la questione del test alieno risulta inutile e gratuita: nessuno lo sa. Neil non saprà mai che il potere gli era stato donato dagli alieni, né che la Terra era in pericolo. Nessun eroismo quindi, solo casualità.

L'antagonista in questo film (tralasciando il discorso appena abbozzato e decisamente debole di Neil che è nemico di se stesso in quanto non ben capace di capire cosa voglia per sé...) sarebbe Grant, un uomo ossessionato da Catherine e stupido come solo un sasso che ha battuto la testa potrebbe essere. Quindi l'unico elemento che potrebbe complicare la situazione si rivela un siparietto comico, una caricatura che nessuno dei "buoni" prende mai sul serio.

Nessun problema, insomma, nessun conflitto, niente di interessante da vedere.

Conclusioni

Inutile tirarla per le lunghe. E' una commedia che ho visto per caso e merita di essere recensita fino a un certo punto. Regala qualche sorriso ma niente altro, non ha avuto successo al botteghino né di critiche. I titoli di coda contengono un piccolo omaggio a Robin Williams dal momento che è stata la sua ultima interpretazione.

Un'occasione da dio è un'occasione sprecata, un film che potrebbe forse divertire un bambino che magari resta affascinato da una scena o dall'altra, ma tutto qui. E anche lui, sicuramente, se ne dimenticherebbe presto. Dispiace perché il pretesto iniziale non è male e poteva, osando un po' di più, diventare un buon film per ragazzi, per adulti o per entrambi.

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