lunedì 2 novembre 2015

The Lobster - recensione



Film vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2015. Regia di Yorgos Lanthimos, sceneggiatura di Efthymis Filippou.

The Lobster si pone l'obiettivo di trattare due temi, in primissimo piano l'amore e, in secondo piano, il condizionamento provocato dalle regole sociali e morali nell'essere umano. Il film semplica in poche parole, o metafore, i grandi concetti di questi due argomenti vasti e complicati con l'intento di riassumere, attraverso le scene, le principali problematiche delle relazioni fra gli uomini. E' un film che rimane nella testa, disturba i pensieri, e credo fosse uno degli obiettivi del regista quello di indurre lo spettatore a riflettere.

Trama (con spoiler)

David (Colin Farrell) è un quarantenne rimasto single. La moglie lo ha lasciato per un altro uomo, un miope che indossa lenti a contatto, David invece porta gli occhiali. Nel mondo di The Lobster le affinità sono essenziali per poter costruire e dare continuità a un rapporto d'amore, avvicinano le persone, aumentano la capacità di comprendersi e facilitano la buona interazione, anche la società si base su una morale comune, dove non sono ammesse eccezioni e la conformità segna il confine tra chi è dentro e chi deve essere isolato attraverso la violenza fisica o verbale.

David, dopo la separazione dalla ex moglie, viene ricoverato coattivamente in un albergo speciale. Si tratta di un hotel vicino al bosco, con vista mare, dove avrà a disposizione quarantacinque giorni di tempo per trovarsi una compagna, diversamente sarà tramutato in un animale a sua scelta. I giorni di permanenza degli ospiti possono essere aumentati o diminuiti a seconda dell'esito delle loro partite di caccia nei boschi, non si tratta di una caccia agli animali bensì ai ribelli, uomini e donne fuggiti dalla civiltà per non essere costretti ad avere una compagno, o compagna, come imposto dalla società. Questa è la legge perentoria stabilia dall'alto, i sigle non possono vivere nelle città perciò questo grottesca prigionia è l'ultima possibilità di David di ritornare fra gli uomini liberi.

Nell'albergo ci sono altre donne in cerca di marito e altri solitari nelle sue stesse condizioni. David porta con sé un cane, in realtà si tratta del fratello tramutato in animale per non essere riuscito a trovare una donna dopo i quarantacinque giorni di permanenza. David, in ogni caso, ha già scelto il suo animale, l'aragosta. Vive sino a cent'anni e le sue capacità produttive non sono mai compromesse.

Tra le ospiti femminili David si imbatte in una donna una priva di sentimenti, un'altra in ricerca spasmodica d'attenzioni e due giovanissime amiche inseparabili. Lega in maniera particolare con un ragazzo zoppo e un uomo con un forte difetto di pronuncia. David, scoraggiato e dopo aver visto il ragazzo zoppo fare altrettanto, sceglierà di ingannare l'ospite priva di sentimenti per formare con lei una coppia. Si fingerà come lei, anaffettivo, freddo sino a risultare crudele. Quando il suo inganno verrà scoperto, la donna ucciderà a pedate il fratello di David, facendolo morire in una lenta agonia. David, dopo essersi vendicato, fuggirà nel bosco che circonda l'hotel, a vivere tra i ribelli.

Il leader dei ribelli (Léa Seydoux) predica per un mondo senza coppie e punisce, con assurdi e dolorosi castighi, i solitari suoi adepti sorpresi a innamorarsi. David libero dalle imposizioni dell'hotel scopre però d'essere caduto in una nuova gabbia, con regole opposte ma ugualmente violente e intransigenti. Trova una ragione per restare quando inizia a provare una forte attrazione per una donna miope (Rachel Weisz), anche lei è una ribelle pertanto non possono esserci tra loro né contatti fisici né effusioni a parole. I due allora inventano un complesso linguaggio del corpo per comunicare senza essere notati e compresi, per dichiararsi i propri sentimenti, darsi appuntamenti senza rischi, con la paura costante d'essere colti nel fatto e puniti.

Il rapporto tra i due si fortifica con il passare del tempo e a David sfuggono delle effusioni prima ambigue, in seguito audaci, con la sua donna mentre ascoltano, clandestinamente in città, i genitori della leader suonare per la famiglia nel salotto di casa. La leader decide di prendere provvedimenti e con l'inganno sottopone la donna miope a un'operazione agli occhi promettendole di farle recuperare del tutto la vista, in realtà la rende cieca facendole perdere ogni punto di connessione con David. I due innamorati da complici, a causa della nuova condizione della donna, si ritroveranno separati. David diventerà per lei una specie di infermiere e curerà la sua reintroduzione nel mondo per consentirle di sopravvivere nonostante la perdita della vista. Il loro rapporto non riuscirà però a evolvere, i due, senza affinità, ormai sono distanti. In seguito David, in piena crisi da senso di colpa, deciderà di fuggire e andare in città con la donna, come le aveva promesso in passato, dove potranno vivere alla luce del sole come una coppia.

Il film si conclude con loro due in una stazione di servizio, ce l'hanno fatta e si sono lasciati alle spalle i ribelli. La donna spiega a David come gli altri sensi si acuiscano dopo aver perduto la vista e lui prende un coltello e va in bagno, il piano è quello di ferirsi sino a non vedere più il mondo esterno, per diventare come lei e ritrovare l'intesa perduta. La donna, che un tempo era miope come l'uomo, attende invano al tavolo della stazione di servizio, il ritorno di David...


Conclusioni

Le intenzioni dell'autore sono troppe ed è questo forse è il punto debole del film. Lo spazio dedicato all'amore ruba spessore alle critiche sul conformismo dell'uomo nelle relazioni sociali. C'è un breve, azzeccato e significativo quadro quando una delle giovani ospiti, durante il suo ultimo giorno da umana, prima di essere trasformata in animale, incontra la sua inseparabile amica che invece ha trovato un compagno e perciò lascerà l'hotel, l'amica le legge una mielosa lettera sul ricordo eterno che conserverà di lei nonostante il destino avverso e, la ragazza condannata a diventare un animale è schifata da tanta ipocrisia e schiaffeggia l'amica. A parte questo momento, la divisione in categorie (single per i ribelli, coppie per la società per bene) non è sufficiente a costruire un esaudiente esempio sul campo, perché volutamente troppo vasto, dei rapporti tra gli uomini e il funzionamento delle regole implicite ed esplicite che li regolano. Le sfumature si perdono in tutte queste semplificazioni e diramazioni ma quando si parla di uomini,  si rischia di risultare artificiali se si taglia fuori l'ignoto, il detto e non detto, che perennemente segna un confine d'ombra necessario a imperniare una storia di realtà. La violenza della società invece è onnipresente, nelle parole, nel siparietto sul palco, tipo pubblicità progresso, allestito dalla padrona dell'hotel per spingere gli ospiti a creare delle coppie e fargli accettare lo standard imposto dalla morale e dalla legge.

L'amore è senz'altro la parte più riuscita. I personaggi rimangono sempre distanti l'uno dall'altra, in amicizia come negli affari di cuore. I problemi comuni li avvicinano ma manca ogni volontà di comprensione, discutono di difficoltà condivise per consolare loro stessi senza mai abbracciare veramente, o tentare di farlo, l'anima dell'altro. Ecco che senza un ponte comune, costituito proprio dalla condivisione di un ostacolo o di un difetto, la relazione cade assieme all'interesse. La solitudine è l'elemento principe, i protagonisti cercano soddisfazioni, tranquillità a cui aggrapparsi e non l'impegno del confronto e della crescita con un altro essere. Infatti David esiliato a inizio pellicola, alla fine del film per sopravvivere sceglie di esiliare. Diventa così un carnefice come la società violenta e ingiusta che lo ha rinchiuso nell'hotel promettendogli di trasformarlo in aragosta se non si conformava.

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