giovedì 21 gennaio 2016

La Corrispondenza - tvttbmsm


La Corrispondenza è l'ultimo lavoro di Giuseppe Tornatore, uno dei nostri maestri del cinema, l'uomo che ha dato i natali a Nuovo Cinema Paradiso, Stanno tutti bene, Una pura formalità, La leggenda del pianista sull'oceano, La migliore offerta... Un autore, uno di quelli che quando fa cinema spesso parla anche di cinema ma soprattutto degli uomini, di quello che fanno e come si relazionano. Personalmente sono tra coloro che hanno apprezzato molto La migliore offerta, trovo che si debba essere autori molto capaci per gestire dei ritmi così minimalisti e "lenti", eppure pieni di dubbi e svolte emotive.

Per questo dopo la visione de La Corrispondenza mi sono sentito un po' in imbarazzo. Non capivo e non capisco ancora se c'è qualcosa che non sia riuscito ad afferrare, nel senso e nell'intreccio, o se invece si tratta semplicemente di un lavoro poco azzeccato, poco quadrato. La Corrispondenza sposa due elementi molto in voga negli ultimi tempi: da un lato la rappresentazione di una storia d'amore come di qualcosa che ha il compito di far migliorare le persone coinvolte, anche quando ciò significa vederle cambiare. Dall'altro la tendenza a dare nuova dignità ai mezzi di comunicazione via web (email, Skype, Whatsapp, ...) dopo un lungo periodo in cui spesso il cinema li aveva un po' demonizzati.

Nel complesso La Corrispondenza è letteralmente farcito di un romanticismo autentico, da romanzo d'altri tempi. Magari teatrale, fatto di frasi che una persona normale non direbbe mai e che suonano molto scritte, ma tuttavia in bocca a quei personaggi non sono incredibili. Tuttavia questa base emotiva, godibile e tipica di Tornatore, stavolta si poggia su una storia poco capace di stare in piedi da sola e anzi, a dirla tutta, talvolta incline a scivolare nel comico (temo) involontario.

Trama

Amy e Ed hanno una relazione clandestina. Ed è un maturo luminare e docente di astrofisica, un uomo molto colto e carismatico. Amy è una bella ragazza che... per descriverla mi servirò della frase pronunciata da un'amica con cui ero al cinema: "Studia astrofisica e ha il massimo dei voti, fa la stunt e ha le gambe magre. E' chiaramente la parte meno credibile del film".

Amy ha conosciuto Ed pochi anni fa, durante una conferenza tenuta da lui sul concetto di infinito. Si sono incontrati, innamorati e hanno iniziato la loro relazione. Ed è sposato e ha due figli. Amy sa di questa sua precedente famiglia ma ha accettato di buon grado il ruolo di amante. Si accontenta dei ritagli di tempo che l'uomo può darle. Durante i lunghi mesi che passano separati si tengono in contatto scrivendosi messaggi e email e parlando su Skype.

Amy ed Ed si separano ma continuano a scriversi ogni giorno in attesa del prossimo incontro, fino al momento in cui la ragazza scopre che il professore è morto alcuni giorni prima per un tumore. Lei resta traumatizzata: com'è possibile se le ultime lettere ricevute da lui sono datate a dopo il giorno della morte? Amy riceve infine un messaggio chiarificatore, una registrazione in cui Ed conferma di essere morto ma di aver lasciato una serie di messaggi e lettere predisposti per esserle recapitati in date stabilite. Fino a che gli sarà possibile Ed vuole starle accanto, incoraggiarla e prendersi cura di lei. Ad Amy lascia comunque la possibilità di interrompere la corrispondenza semplicemente rispondendo con una email che contenga il proprio nome ripetuto undici volte (in omaggio alla teoria che vuole l'esistenza di undici universi paralleli).

Amy, sotto indicazione del professore morto, torna a quello che era il loro nido d'amore, una bella casa in riva al lago nel magnifico Borgo Ventoso (in realtà l'isola di San Giulio). Qui Amy trova vari regali e messaggi lasciati da Ed, tra cui una registrazione video in cui lui si permette, dopo mille premure, di criticarla per il comportamento che lei ha assunto nei confronti della madre. Ed dice di averci parlato, con la mamma di Amy, di aver scoperto dell'incidente d'auto in cui morì suo padre e di come è avvenuto. Sa che Amy si colpevolizza per l'incidente e immagina sia per questo che lavora come stunt, sfidando la morte ogni giorno nel tentativo di punirsi.

Infuriata, Amy distrugge il messaggio per poi pentirsi e recuperare il CD dal camino. Per poi pentirsi di essersi pentita e inviare il suo nome ripetuto undici volte e interrompere la corrispondenza. Per poi pentirsi di essersi pentita di pentirsi e cercare un modo di riattivare la corrispondenza. Amy parla con i fattorini, con gli amici di Borgo Ventoso, con il notaio e il medico di Ed. Tutti avevano delle lettere da inviarle in date precise e tutti hanno ricevuto un telegramma postumo di Ed in cui il professore li avvisava che la corrispondenza doveva essere interrotta. Disperata, Amy parla anche con la figlia di Ed, una ragazza poco più grande di lei che la odia e la invidia al tempo stesso.

Nel corso delle sue indagini Amy recupera la telecamera con cui Ed ha registrato i messaggi. La fa analizzare da un tecnico e quando questi le dice che l'hard disk è stato cancellato Amy chiede se non esistano altre soluzioni. Ora io non sono un esperto del settore ma di tutte le risposte possibili la frase "Ci penso io, conosco gente nei servizi segreti" mi pare un po' eccessiva. La telecamera finisce quindi in mano all'AISI e le informazioni ovviamente recuperate. Sono solo frammenti di video, scarti che il professore non voleva tenere, ma sono sufficienti ad Amy per conoscere anche il lato oscuro di quell'uomo, la sua sofferenza e il rapporto con la malattia. Vede video in cui gli sanguina il naso, in cui si blocca all'improvviso o si piega per i dolori alla testa.

Seguendo i consigli del professore morto Amy riesce a completare la sua tesi di laurea, ad affrontare il senso di colpa nei confronti del padre e a riconciliarsi con la madre. Infine giunge un ultimo messaggio di saluto da Ed, troppo stanco e malato per continuare a registrare. Dopo quell'estremo saluto, Amy è pronta a lasciarlo andare e ricominciare a vivere.

Al museo con una guida incerta

La corrispondenza ha una gran fotografia e una bella messa in scena. Tutto, dalle stanze fino alle inquadrature di pochi secondi del volto di lei sconvolto sotto la doccia, è curato nei dettagli. Anche le parti in lavora come stunt hanno una loro forza pittorica, dove più dove meno, ma sempre gratificante alla vista. La musica di Morricone fa il suo dovere in modo encomiabile e in generale, sulla maggior parte delle singole scene, non si può negare a La Corrispondenza un notevole impatto visivo (e a volte emotivo).

Quel che più manca è la forza nel collegamento tra queste scene, una funzione che normalmente è assolta dalla sceneggiatura. L'impressione è di assistere a un racconto che va avanti a fotogrammi la cui connessione è in buona parte delegata allo spettatore. Se solo la storia fosse stata più oscura avrei avuto la possibilità di riempire i buchi come mi pareva e accettare che il film volesse rappresentarmi degli stati d'animo e basta, ma non è così. Tra un quadro e l'altro la storia c'è, solo che è talmente improbabile da sminuire la forza delle immagini.

Immaginate di farvi un giro in un museo; i quadri vi piacciono ma la guida che vi accompagna non è competente e ogni tanto spara dati a caso. Con il procedere della visita lo sforzo di ignorarla diventa maggiore del piacere della visione dei quadri e voi uscite dal museo insoddisfatti. Ecco, l'impressione era quella.

Capriole, impiccagioni, matti e servizi segreti

Amy è bellissima ed è una stunt. Conosce le arti marziali, sa cappottarsi con l'auto giù per un prato, posa perché un noto artista possa realizzare una statua con il calco del suo corpo, studia astrofisica, piace ai cani e si ripara la bici da sola. Per fortuna che Ed era un genio dell'astrofisica o avrebbe anche potuto intimorirsi.

Il punto è che niente di tutto questo serve davvero allo svolgimento del film e con il tempo diventa solo suggestione visiva fine a se stessa. Inoltre ci sono alcune domande a cui non riesco a dare risposta. Anche se so benissimo che La Corrispondenza non cerca di far quadrare i conti ma solo di dare emozioni, dal momento che certe frasi sono state pronunciate o certe scene mostrate, non ne esco più.

  • Servizi segreti. Davvero? Di tutte le cose che quel tecnico poteva dire ("Ho un amico bravo...", "Conosco un laboratorio che...", "Lavoriamo nel cinema, ci sono dei laboratori che fanno questo per le produzioni continuamente"), lui opta per "Serviamoci dei Servizi Segreti"? La risata a cinema non è stata solo la mia, e da frasi del genere non si torna indietro, purtroppo, rompono l'atmosfera.

  • Borgo Ventoso. Dal momento che si doveva inventare un nome, non ce n'era uno meno teatrale? Uno che non sembrasse uscito dalla mappa della Terra di Mezzo?

  • Ma possibile che tutti seguano in modo così preciso gli ordini dell'astrofisico? Nessuno che sbaglia? Nessuno che si lasci impietosire dal dolore di questa ragazza?

  • Nel corso del film Amy va spesso a spettacoli di teatro sperimentale e ogni volta le odia. Ma smetti, no? Se non ti piace non ti giudica mica nessuno.

  • Ma la moglie di Ed? Tutto quel mondo è completamente tagliato fuori dalla storia.

  • Il personaggio di Ottavio (Paolo Calabresi) è un pugno in un occhio. Io adoro Calabresi da prima di Boris, è che qui il personaggio un po' matto che ripete le cose e che ha recuperato il borsello di Ed quella volta che gli cadde dalla barca ecc, ecc... stona davvero molto. Non è abbastanza divertente da riderne e non è abbastanza naturale da crederci.

  • Un'altra cosa su Borgo Ventoso e poi smetto. Qui tutti, ma proprio tutti, sono innamorati della coppia Ed & Amy. Eppure il professore è un personaggio famoso, abbastanza da avere una foto autografata appesa al muro del ristorante. Possibile che nessuno sapesse che quell'attempato astrofisico, che arrivava in sordina in compagnia di una bella ragazza e si chiudeva in casa per giorni con lei, fosse sposato? Nessuno immaginava che fosse in viaggio con l'amante? E se lo sapevano, nessuno giudicava? Siamo nel Borgo più progressista del mondo? A me va bene eh... è solo strano. Tutti amano questa ragazza e comprendono Ed, quindi o il Borgo intero tifa per l'amore libero o la vera moglie di Ed è Maga Magò.

Conclusioni

Se vi interessano i film a un livello strettamente visivo, guardatelo. Con la messa in scena di Tornatore qualcosa da imparare o da cui prendere spunto si trova sempre. Se siete amanti delle storie d'amore, anche tragiche, guardatelo, ma con prudenza. Sappiate che di buchi ne troverete e alcuni potrebbero non piacervi o addirittura rovinarvi la festa. Se non amate niente di tutto questo, provate in un'altra sala.

Mi spiace recensire in questo modo un film di Tornatore ma, per quanto tecnicamente ben fatto, la sceneggiatura non riesce a dar forza a un soggetto che di idee ne conteneva. Ad esempio le stelle morte. Ad un certo punto vediamo Amy al lavoro sulla propria tesi, ebbene: parla di stelle morte, di come la luce di qualcosa che non esiste più ancora arrivi sulla terra e di come gli scienziati dialoghino continuamente con ciò che ormai è estinto per imparare a leggere l'universo. E' un concetto magnifico, ed è davvero brillante il modo in cui si raccorda a tutto quel che lo spettatore ha appena visto: le parole di un professore morto arrivano ancora adesso a una giovane ragazza per guidarla, per aiutarla a comprendere la propria vita.

Insomma nel soggetto le idee ci sono, il tema è potente, la metafora pure. E' lo svolgimento dei fatti, la messa in sceneggiatura di queste idee, che manca. I fatti non si annodano tra loro, non risuonano come dovrebbero e anzi, più il film va avanti più è difficile credere a quel che passa sullo schermo. Forse sarebbe bastato fare della ragazza una fanciulla più comune, bella ma non acrobata, afflitta dal senso di colpa ma magari pronta a punirsi non tanto impiccandosi di fronte a una telecamera ma proprio isolando se stessa nello studio di stelle morte e nell'amore di una persona molto più anziana.

Così com'è il film usa non molto bene le tecnologie su cui si incentra e annaspa tra giustificazioni stiracchiate e linguaggi, come quello "da chat", che Tornatore non sembra padroneggiare molto bene. Le persone a quel livello di cultura raramente usano il gergo da tastiera pieno di contrazioni, soprattutto adesso che gli strumenti a disposizione aiutano ad accorciare i tempi di scrittura. Mancava solo il tvttbmsm, ti voglio tanto tanto bene ma sono morto.

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