martedì 1 marzo 2016

Perfetti Sconosciuti - recensione




Perfetti Sconosciuti, per la regia di Paolo Genovese, è stata una delle rivelazioni dell'ultimo anno. Secondo nella classifica dei debutti italiani dopo Quo vado?, Perfetti Sconosciuti riesce a offrire un taglio italiano a una storia internazionale, frase che di per sé sembra non voler dire proprio nulla. Iniziamo benissimo. Dunque: Perfetti Sconosciuti ha un impianto teatrale, mette un po' di persone in una stanza e le fa parlare dell'amore, della vita, l'universo e tutto quanto. Un film con l'appeal di una pellicola d'autore quindi, impegnata a ragionare sugli aspetti profondi dell'essere umano. Gli argomenti quindi sono universali, internazionali. Chiunque, in qualsiasi parte del mondo, può comprendere un discorso sulla gelosia o sull'invidia. Su questa massa di argomenti Genovese proietta un taglio di luce locale, delegato al modo di parlare, all'ambiente, alla caratterizzazione dei personaggi.

Un film sorprendente, per molte ragioni. E sorprendente la risposta in sala (almeno nel mio caso), in cui tutti gli spettatori ridevano o trattenevano il fiato all'unisono. L'entusiasmo e l'empatia provata per il film era palpabile. Inizio quindi dicendo che il film è assolutamente consigliato, merita di essere visto e rivisto e merita di essere ragionato, perché per la maggior parte delle persone potrebbe costituire un valido specchio su cui riflettere.

Tuttavia, qualche critica ce l'ho. Questa recensione la divido in due parti: nella prima non farò spoiler, nella seconda sì. Metterò un avviso.

Trama (senza anticipazioni)

Perfetti Sconosciuti racconta di una cena tra amici. Eva e Rocco ospitano a casa loro Carlotta e Lele, Cosimo e Bianca, e Peppe, giunto senza la sua nuova ragazza a causa di una febbre improvvisa. Gli uomini sono tutti amici di vecchissima data mentre le donne si sono aggiunte nel tempo, tra fidanzamenti e matrimoni. Eva invita tutti a un gioco, una sorta di test: tutti metterano sul tavolo il proprio cellulare e, per la durata della cena, qualsiasi messaggio sarà letto ad alta voce, qualsiasi chiamata ascoltata in viva voce, qualsiasi foto vista da tutti. Tanto nessuno ha niente da nascondere, giusto?

Da quel momento si innesca un effetto domino degno di un noir in cui saltano fuori segreti, opinioni mai rivelate e rancori. Tutto nel corso di una cena e senza mai lasciare la casa.

Per chi NON lo ha visto

Perfetti Sconosciuti vive di scrittura e dialoghi, resi magnifici dall'interpretazione ispirata di un cast azzeccato. Le attrici sono brave ma gli attori maschi questa volta fanno da padroni sfoderando talento e naturalezza. Del resto mettere allo stesso tavolo Giallini, Mastandrea, Leo e Battiston significa convocare a cena almeno metà degli attori italiani più bravi di questi tempi. La naturalezza e i tempi perfetti delle interpretazioni hanno permesso a regia e montaggio di prendersi tutto il tempo necessario, con poche sbavature. Dopo una sequenza iniziale in cui i tagli sono forse troppi e un po' frenetici, il film si assesta su un ritmo rapido ma non agitato, perfettamente a tono con la situazione.

Nel corso della cena saltano fuori vari segreti, tra messaggi e chiamate. E' interessante come il film non cerchi mai di fare una classifica, di sottolinearne uno sugli altri ma anzi, che stabilire quanto grave sia un segreto rispetto a un altro sia alla base di molti scontri. Il meccanismo si ripercuote bene sugli spettatori: provate a vedere il film, uscire di casa e interrogarvi su cosa vi avrebbe fatti arrabbiare di più se foste stati a quella cena. Difficilmente vi troverete tutti d'accordo. Questa forma di sospensione del giudizio smorza le pretese del film, in senso buono, e rende la storia un veicolo per rappresentare stili di vita e visioni del mondo, senza cercare di convincerti che ce ne siano di migliori rispetto ad altri.

Nonostante questo, purtroppo, il finale mette in piedi una tesi, cioè fa un po' la morale. A mio modestissimo parere Genovese poteva raccogliere il coraggio per fermarsi poco prima e avrebbe realizzato un film grandioso.

Lo consiglio quindi, davvero, credo sia uno dei migliori titoli italiani che ho visto ultimamente al cinema insieme al già trattato In Fondo al Bosco e pochi altri. Solo preparatevi a un finale che potrebbe (non è certo, ma potrebbe), lasciarvi straniti, forse addirittura un po' delusi. Ma vale sicuramente la visione.

Per chi lo ha già visto (qui ci sono spoiler)

Perfetti Sconosiuti fa due scelte forti. In un caso secondo me si sconfina nell'errore tecnico, nell'altro è una questione troppo demandata al gusto personale per poter dire con leggerezza "non va bene".

Perfetti Sconosciuti calca moltissimo la mano su questa storia dei segreti. Davvero tanto. Credo che anche impegnandosi molto sia difficile trovare un gruppo di amici di vecchia data con così tanti problemi e così tanto gravi celati per anni tra di loro. O magari gruppi così sono ovunque ma, alla fine dei conti, il problema sta nella rappresentazione di questi problemi. Ogni tanto il film pare abbia una sorta di urgenza al rilancio. Quando Carlotta, a causa di un equivoco, si convince che Lele la stia tradendo con un uomo, monta un litigio basato in parte sulla fiducia e in parte sul pregiudizio. Carlotta alla fine sbotta e ammutolisce tutti svelando che quella volta in cui lei e Lele fecero l'incidente d'auto in cui morì un tizio, non era lui che guidava ma lei, ubriaca. Bam!

Si è anche scoperto che Cosimo ha tradito Bianca. Nel momento meno opportuno arriva la chiamata dell'amante, che senza sapere di essere in viva voce dice che il test di gravidanza è positivo. Ottimo, gravissimo. Solo che qualche minuto dopo lo vediamo schiaffeggiato da Eva, perché anche lei è sua amante. Bam!

Ecco, in quei momenti il forte senso di empatia per le situazioni ha lasciato spazio all'incredulità. Bello il colpo di scena, sicuramente, ma un po' troppo forte. Non ce n'era bisogno e soprattutto toglie alcuni personaggi da una condizione in cui ancora si poteva discutere sulla loro moralità, per lanciarli là dove puoi solo condannare.

L'altro problema, ma questo è molto più soggettivo, sta nel finale. Perfetti Sconosciuti chiude il cerchio mostrando tutti i personaggi che lasciano casa di Eva e Rocco, e sono tutti amici come prima. Perché? Perché in realtà non è mai accaduto niente. E' stato tutto un sogno. Rocco si è rifiutato di prendere parte al gioco e quindi nessuno ha condiviso il proprio cellulare. Ora mi rendo conto di avere una personale avversione per i finali così. Non riesco a non sentirmi frodato e questo specifico caso non fa differenza.

Credo che la lettura suggerita da Genovese sia una cosa del tipo: "Guardate... ora sapete i segreti di tutti e sapete cosa accadrebbe se quei segreti fossero rivelati. Il gruppo si spezzerebbe, le amicizie sarebbero rovinate per sempre e le coppie si dividerebbero. A tenere unite le persone è la sicurezza che certi segreti rimangano tali."

Che può pure essere un discorso interessante ma preferivo mi fosse mostrato, e non detto. Potevo farlo da solo, potevo farlo mio anche attraverso la storia di un gruppo di amici distrutto dal gioco delle verità. Anzi, credo sarebbe stato più affascinante, più toccante. "Era tutto un sogno" è un buon modo per comunicare amarezza: vedi Cosimo in macchina con Bianca, lei lo ama e lui controlla la fila di chiamate non risposte lasciategli dall'amante incinta. Prima o poi quella storia salterà fuori, sicuro, ma non sullo schermo del cinema. Allo stesso modo Lele e Carlotta rientrano nella loro casa farcita di sensi di colpa e frasi non dette. Amaro sì, ma siamo al punto di partenza, ed era un punto di partenza ugualmente amaro. Peppe è uno dei personaggi più interessanti anche se resta in silenzio per una buona parte del secondo tempo. La sua presenza e gli sguardi tuttavia bastano e la sua situazione muove il rapporto tra i maschi che va a complicare i movimenti tra le coppie. Tutto interessantissimo, ma non ha mai avuto luogo. Lui probabilmente non dirà mai a nessuno di essere gay se non tra molti anni, e nessuno verrà mai messo alla prova. Amaro? Sì, ma insomma. E infine Eva e Rocco. Tra loro ovviamente non è cambiato niente, lei immagino se la farà con Cosimo fino a nuovo ordine mentre lui continuerà ad andare in segreto da uno psicologo per amore di Eva. Amaro? Un po', ma insipido.

Una cosa che ho trovato interessante: Rocco ci passa come quello che pur non avendo nulla da nascondere, per una mera questione di lucidità e discrezione rifiuta il gioco. Non sono completamente d'accordo. Rocco non ha nulla di "spettacolare" da nascondere, niente tradimenti e niente figli segreti, ma ha qualcosa di molto grave anche lui. Rocco ha un rapporto di estrema fiducia con una figlia che invece rifiuta di parlare con la madre. Capisco che non sia scoppiettante come un tradimento, ma credo che una mamma possa uscirne distrutta, non mi pare meno grave.

In ogni caso, tutto termina con un breve monologo di Giallini che riduce tutto ad alcune considerazioni sull'importanza della privacy e su quanto e come dovremmo prenderci cura dei nostri cellulari e riflettere su ciò che ci mettiamo dentro. Mh. Interessante? Sì, certo, ma un po' amaro.

19 commenti:

  1. Ho appena visto il film, molto ben fatto.
    I fatti narrati sono da intendere come accaduti davvero, L'inatteso finale va interpretato alla "Sliding doors", cioè mostra ciò che sarebbe successo se gli amici si fossero rifiutati di partecipare al gioco: la cena sarebbe stata piacevole come sempre, ognuno avrebbe continuato a coltivare la propria vita segreta mentendo ai rispettivi partner/amici.

    L'indizio che mostra come il finale si trovi su una diversa linea temporale è costituito dagli orecchini di kasia: nella linea temporale in cui il gioco si svolge gli orecchini vengono riconsegnati con veemenza all'amante, nella linea temporale in cui il gioco non si svolge gli orecchini vengono appoggiati da kasia sul comodino prima di coricarsi.

    Tamerlano

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  2. Ciao!
    Senz'altro si tratta di due linee parallele, e lo spettatore può autonomamente decidere se considerare il gioco avvenuto e quindi l'ultima parte "onirica" o viceversa. Per questo dico che il problema è molto soggettivo, a me viene naturale prendere per buono il finale. Il film resta molto ben fatto, in ogni caso :)

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  3. Io ho un'idea piuttosto diversa sul finale del film, che per me ha la genialità di essere "un finale molto drammatico, mascherato da lieto fine"
    -alla fine del film, nella scena del letto Giallini dimostra di aver quantomeno intuito che Kasia abbia un'amante... tant'è che che chiede : "Begli orecchini, sono nuovi?". Ci troviamo di fronte ad un personaggio che sa, ma che non vuole scoprire tutta la verità perchè ama troppo lei, sua figlia e la loro vita , e ha paura delle conseguenze (e questo è il motivo per cui ha deciso di andare dall'analista senza dire nulla alla moglie).
    -inoltre, mi sembra piuttosto palese che Alba sappia in cuor suo che Edoardo Leo la tradisca...in questo senso è un personaggio molto simile a quello di Giallini. Anche lei intuisce , anche lei ama troppo suo marito e preferisce convincere se stessa e gli altri che il marito le sia fedele (guardate per esempio come lo difende, durante il gioco, appena spunta fuori il nome di Marika, donna che lo richiamerà più tardi,a notte fonde, in macchina, sempre davanti alla moglie, che non batte ciglio.
    - anche su Battistoni, c'è una certa aura di mistero... è come se gli amici non credano fino in fondo alla storia di Lucilla ( guardate ad esempio la loro reazione quando Battistoni si presenta a casa di Giallini senza la fidanzata)... non dico che sappiano, nè che possano immaginare la sua omosessualità, ma ciascuno in cuor proprio, avverte che c'è qualcosa che non va.
    -infine , Mastrandrea e Anna Foglietta, sono una coppia profondamente in crisi, che dimostra di non aver particolare fiducia nella fedeltà reciproca ( se guardate il finale del film, questa cosa è appena suggerita dal loro comportamento, non appena tornati a casa)

    Il finale del film permette a queste sfumature di venire fuori, dando un quadro più completo, e anche molto più drammatico della realtà di questi personaggi, che non sono assolutamente Perfetti Sconosciuti, come il titolo e lo sviluppo del film vorrebbero farci credere; essi hanno una finestra sulla stanza oscura e segreta dei loro amici/mariti/amanti, ma preferiscono continuare a far finta di niente e tornare alle proprie vite, fatte di false illusioni, menzogne, insoddisfazione repressa, incapacità di comunicare con i partner.

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  4. E' una buona interpretazione, in effetti. Non metto in dubbio la bontà del finale, né la sua drammaticità. Ammetto di avere io un problema di gusto personale con i finali che fanno una curva secca e ti obbligano a tornare, per quanto poco, per quanto diversamente, sui passi che il film ti ha portato a fare. Ma è assolutamente soggettivo. Trovo che il film sia davvero ben fatto e si sia meritato il suo David di Donatello :)

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  5. Mi sono fatta un'idea diversa del finale. Ho appena finito di vedere il film, con un bel "SONO CONFUSA!" e mi sono messa alla ricerca di qualche altro parere: sono molto contenta di aver trovato questa recensione, e vorrei proporre la mia assurda visione delle cose.

    Nella mia ingenua ingenuità, non mi sono minimamente posta il problema di due linee temporali parallele o alternative (anche se gli orecchini sono l'esempio lampante che qualcosa di strano è successo. O meglio, NON è successo).

    Ho pensato che tutta la cena fosse stata una sorta di "commedia delle maschere". In cui tutti hanno recitato una parte, in cui tutti avevano un ruolo ben preciso e un segreto concordato da nascondere.
    - Mastrandea è gay
    - Anche Battiston è gay
    - Leo ha l'amante incinta
    E così via.

    Sotto questa farsa, però, la realtà è ben diversa. Dopo la recita, tutti tornano a casa belli felici, senza sapere che la persona che amano è ben diversa da quella che credono: su tutti, l'amante di Mastrandea e la relazione Kasia - Leo.

    Ok, poso il fiasco e buonanotte :D

    (qualcuno mi dice come si chiama questa meravigliosa scrittura?)

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  6. Anche io ho pensato così!

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  7. La cosa che più me lo ha fatto pensare è stato il fatto che Anna Foglietta aspetta il marito dalla macchina fumandosi una sigaretta (la recita prevedeva che lei lasciasse la casa prima degli altri; lei quindi aspetta che anche gli altri attori la raggiungano); che Alba esca di casa arrabbiata come attrice, ed esca dal portone come sé stessa...
    Insomma, vabbe'. Sicuramente è un'interpretazione sbagliata, ma cosa sarebbe un film se nessuno si potesse fare idee diverse :D

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  8. E ci mancherebbe!
    Però a questo punto sono curioso io di farti un paio di domande :)
    Secondo te quindi è come se avessero fatto un elaborato gioco di società in cui ognuno cercava di sostenere un ruolo, giusto? E secondo questa interpretazione la recita aveva un scopo per loro, sarebbe una specie di terapia di gruppo? E la figlia come si inserisce in questa visione delle cose?

    Ma soprattutto... cosa intendi per "meravigliosa scrittura"?

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  9. Intendevo proprio il carattere tipografico :D

    Comunque sì, l'ho interpretata esattamente in quel modo! L'unico che non si sarebbe prestato sarebbe Marco Giallini (per motivi non ben chiariti), che avrebbe fatto da semplice spettatore.
    Per quanto riguarda la figlia bella domanda, non ci avevo pensato...se cioè anche lei fa parte della messa in scena o se sta vivendo davvero quella situazione.
    Ci devo elaborare :)

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  10. Il film è straordinario, curioso il fatto che ogni messaggio o telefonata che arrivava era lo spunto per approfondire varie tematiche attuali ...ex , anziani , omosessualità , lavoro.
    Il finale ha un'unica interpretazione che è quella alla " sliding doors " e che non può essere diversamente lo dimostrano i due dettagli , quello degli orecchini e quello che alla fine chiedono a Battiston di presentargli Lucilla alla prossima rimpatriata..

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  11. è stato sucesso come l' eclipse di Luna

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  12. E' la terza volta che lo guardo (adoro) e resto con la mia interpretazione completamente diversa da cio' che leggo:secondo me (inizio del film ne parlano dell'eventualità di tradimento di un amico,dire o non dire?? )
    Dunque secondo me tutti decidono di fare capire a Rocco che Eva lo tradisce con Cosimo. A mio avviso anche Cosimo è nell'organizzazione,desidera confessarsi con l'amico in modo indiretto e chiudere la storia con Eva)
    DUnque architettano questo gioco con l'aiuto dei complici che telefonano affinché, senza parlarne apertamente, Rocco capisca.
    ROcco infatti capisce: lo sguardo fra lui e Cosimo alla fine quando Cosimo è il primo segnale, poi la frase sugli orecchini alla fine.... Lui capisce, ma resta comunque, con sua moglie, che lo va difatti ad abbracciare per farsi perdonare.
    Ecco perché all'uscita tutti sono tranquilli come se nulla fosse accaduto, era tutta una messa in scena:

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  13. Ciao, e grazie del commento!

    Guarda, ormai ho collezionato così tante teorie sul finale del film da farmi pensare che questa apertura alle interpretazioni sia parte della sua forza. A pensarci bene, in fondo, è un film che parla anche di come "il modo in cui vedi le cose" possa contare più dei fatti e diventare in un certo senso più vero dei fatti. No?

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  14. Ho visto il film solo questa sera. Se può aggiungere qualcosa all'interessante discussione vorrei lasciare la mia opinione. Il finale a mio parere rivela e amplifica la drammaticità del film. I sottili rapporti, interpersonali, la vita privata e i segreti a lungo celati che si susseguono per tutto il film lasciano allo spettatore un quadro drammatico certamente, ma comunque con una luce speranza. Un riappropiarsi di se stessi. Bianca ad esempio, insicura e fuori luogo ritrova una propria consapevolezza, Carlotta e Lele "affrontano" per la prima volta il vero problema, l'incidente, che ha probabilmente dato il via all'incrinatura del loro matrimonio e alle evasioni di entrambi. Ed Eva si rende conto di quanto vale realmente l'uomo che ha di fianco, come marito e come padre. Il fatto che nel finale si sveli che quanto abbiamo visto non è mai successo non è assolutamente un lieto fine ma al contrario sottolinea la drammaticità della vita e delle relazioni dei personaggi. Nonostante l'apparenza e la vita che scorre nella normalità sono solo sconosciuti, perfetti sconosciuti che interagiscono tra loro ma rimangono nella propria solitudine. La scena di Beppe in strada da solo che fa ginnastica l'ho trovata a dir poco straziante. Ecco, diciamo che il finale distrugge quel po' di sollievo liberatore che si sentiva dopo la tempesta, riportando tutto in una perfetta soffocante normalità.

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  15. Grazie del contributo! Sono perfettamente d'accordo con te, il sentimento trasportato dal finale è più che altro l'amarezza, per la consapevolezza che nessuno di noi sarebbe come è, penserebbe degli altri quello che pensa e ci starebbe con la stessa serenità se sapesse tutto.
    È interessante anche che tu stessa definisca "liberatorio" quel sollievo dopo la tempesta. Una volta scoperti tutti gli altarini i rapporti, inevitabilmente, cambiano. Il motivo per cui si percepisce un senso di liberazione è per essersi scaricati la coscienza o perché a quel punto ci si può liberare di tutti i piccoli compromessi e i segnali che magari fingiamo di non vedere?

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  16. Ciao a tutti, ho visto il film ieri sera.
    Bravi gli attori e la storia, riesce a farti immedisimare immediatamente.

    A me il finale è sembrato chiarissimo:

    uno sliding doors classico. Giallini, che ci sottolineano bene, NON ha voluto fare il gioco, non lo ha voluto fare proprio perché sapeva della relazione tra la moglie e cosimo. Lui che non aveva intenzione, sia di umiliare la moglie, sia di non rovinare il suo matrimonio, ha convinto gli altri a non giocare.
    Noi sapevamo già degli orecchini, quindi Giallini che dice a EVA: Che begli orecchini, sono nuovi? - è un in più che ci fa cogliere che lui sapeva.
    Non aveva grossi segreti; - era in analisi, ma lo aveva già detto al suo amico, e non lo considerava così grave.
    Sì si sarebbe dispiaciuto per la telefonata della figlia, ma insomma, all'inizio del film, già si capisce che la madre ben sa che la figlia è nel momento in cui non la sopporta.
    A mio parere il film è visto dalla parte di Giallini. è come se fosse sotto il suo punto di vista, questo sia perché è lui a non aver fatto partire il gioco, sia perché nell'ipotesi gioco è sempre lui che invita Cosimo ad andarsene, e lì si capisce bene che Giallini sapeva già. Cosimo e Giallini si guardano a lungo... lo sta invitando fuori da casa sua per quello.

    Uno sliding doors veritiero comunque perché nel finale, pur non avendo giocato, è tutto reale - Marika, Eva, per Cosimo - la Foglietta che si rimette frettolosamente le mutande una volta tornata a casa ecc

    Bel film, fa riflettere.

    Bravi

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  17. Bellissimo ma.... Io l'avrei intitolato Imperfetti Conosciuti 😊

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  18. Film bellissimo. Tra i migliori visti negli ultimi anni. Ho comperato il DVD, per conservarlo nella mia collezione. Chiedo solo un chiarimento: non capisco esattamente cosa dice Alba a Battiston, relativamente all'amico, quando lo saluta baciandolo. Per quanto rimetta la scena, mi sfuggono le esatte parole. Qualcuno me le può indicare? Grazie.

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  19. Dice qualcosa del tipo "fai bene a non presentargli Lucio, tienitelo per te, proteggilo" qualcosa del genere ora non ricordo le esatte parole

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