giovedì 24 novembre 2016

Sono la bella creatura che vive in questa casa - recensione



Attori: Ruth Wilson, Lucy Boynton, Paula Prentiss, Bob Balaban.

Regia e sceneggiatura: Oz Perkins.

Produzione originale di Netflix.

Lily si trasferisce nella vecchia casa di un'anziana scrittrice di libri horror, Iris Blum, per accudirla come infermiera. L'abitazione è isolata, circondata solo dagli alberi e dai rumori della natura, nessun vicino con cui confrontarsi o da poter chiamare in caso di necessità. Fin dal momento del suo arrivo, Lily rivela agli spettatori il suo destino: ha ventotto anni ma non arriverà a compierne ventinove poiché il destino l'ha trascinata in 'una casa con una morte dentro'.  Lily si trova nella tana di un fantasma, il luogo di sepoltura di una donna assassinata dal marito. Polly è il nome dello spirito nonché la protagonista di uno dei migliori romanzi della Blum, la storia di una ragazza sepolta viva.


Elementi del film

La casa

È la vera protagonista, l'elemento di paura. L'architettura, come in un romanzo gotico, è il confine tra il reale e il sovrannaturale, una porta aperta sul mistero della morte, particolari su cui indugiare per sublimare sensazioni estreme. Il regista si sofferma, con continue e lente inquadrature, sulle enormi porte vuote, sulle stanze buie, sulle pareti rumorose.

Una macchia di muffa si allarga inspiegabilmente su uno dei muri portanti, spaventando Lily, ricordandole che abita con un fantasma.  Una casa vuota, nel vero senso letterale, dove manca il mistero da scoprire. Ci si sforza di scrutare nel nero, di trovare una storia, di rabbrividire davanti al fuoco del camino, mentre il voice over della coscienza di Lily ci guida attraverso il temporeggiare visivo del regista per mostrarci la sua grande mancanza: l'intenzione di spaventarci.

Iris Blum

La scrittrice, la padrona di casa, l'anello di congiunzione tra il mistero di Polly (il fantasma) e la fine prematura di Lily. Iris non dà alcun apporto alla tragedia personale della protagonista, per tutto il film si limita a scambiare la paurosa Lily per Polly ma, nel momento in cui si tirano le fila e si conclude, Iris svanisce nella sua inutilità.

Lily

Ha paura ma proprio tanta paura. Una macchia innocua di muffa le rende le giornate un inferno, non riesce a leggere tre pagine del libro horror di Iris su Polly eppure mai una volta accende la luce mentre attraversa, di notte, una stanza infestata e mai si decide (in fondo nessuno la costringe) ad abbandonare il lavoro e la casa ma vive per undici mesi in uno stato di ansia e disagio profondo e in piena solitudine. L'ostacolo interno di Lily, la sua mancanza di coraggio, non muta e finisce per rovinarla. Ottima l'interpretazione di Ruth Wilson, pessimo il doppiaggio italiano.

Polly

Il bellissimo e ingenuo fantasma. All'inizio Polly ci regala uno squisito prologo da romanzo gotico ma le premesse (la sua biografia scritta da Iris, la sua fine misteriosa, la figura del marito assassino) vengono disattese. Polly appare, fugacemente, senza terrorizzarci, non ha spessore e, soprattutto, non ha scopo.  Si fonde con Lily, la cattura, senza spiegare quale male attraversa il suo passato. Un evento tragico senza movente è come un vaso di crema al pistacchio senza crema al pistacchio, cioè una cosa triste.

Il messaggio

Una casa con una morte dentro non può essere comprata dai vivi. La morte è dunque paura, solitudine, una vecchia villa isolata e disturbata dai rumori di chi esiste come spirito a testimonianza di una fine ineluttabile. Insomma, una bella suggestione mal sviluppata.

Consiglio di vederlo solo per un motivo: farsi venire la voglia di leggere un buon racconto di fantasmi di M. R. James.

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